Il primo viaggio delle micro-machine nello stomaco di un topo. Quando nell’uomo?

[20 gennaio 2015]

Lo studio “Artificial Micromotors in the Mouse’s  Stomach: A Step toward in vivo Use of Syntetic Motors” è un balzo nel futuro, o forse nel passato di film di fantascienza come Fantastic Voyage, la serie cult televisiva del 1966, con esseri umani miniaturizzati che guidavano auto microscopiche all’interno del corpo umano. Ma l’idea della chirurgia a livello molecolare è ancora precedente: può essere fatta risalire a una conferenza del 1959 all’American Physical Society del  celebre fisico Richard Feynman, quando disse: «Anche se si tratta di una idea molto selvaggia, sarebbe interessante in chirurgia se si potesse ingoiare il chirurgo. Metti un chirurgo meccanico all’interno di un vaso sanguigno e va al cuore e dà “un’occhiata” in giro. Scopre quale valvola è quella difettosa e ne taglia qualche fettina».

E il team del dipartimento di nano-ingegneria dell’università della California – San Diego che ha pubblicato lo studio su AC Nano si è ispirato proprio a Feynman ed alla fantascienza, diventata realtà, per realizzare “macchine” microscopiche che per la prima volta hanno viaggiato all’interno di un animale vivo, consegnando un carico di nano-particelle nel rivestimento dello stomaco di un topo.

Secondo il team di ricercatori, formato da Wei Gao, Renfeng Dong, Sorache Thamphiwatana, Jinxing Li, Weiwei Gao, Liangfang Zhang e Joseph Wang, «Le applicazioni mediche per le micro-macchine includono il rilascio di farmaci in posizioni specifiche all’interno del corpo», ma fino ad ora erano state testate solo in campioni di cellule in laboratorio.

Le micro-macchine sono  realizzate in materiale polimerico rivestito di zinco, lunghe appena 20 micrometri, la larghezza di un capello umano, e Wei Gao ed i suoi colleghi hanno spiegato dove prendono il carburante: nell’acido dello stomaco lo zinco reagisce e produce bolle di idrogeno, che azionano le macchine nel rivestimento dello stomaco, dove si attaccano. Poi le macchine si dissolvono, trasportando così il loro carico nel tessuto dello stomaco.

Secondo il team di asiatici-americani, «Questo metodo può offrire un modo efficace per fornire farmaci nello stomaco, per il trattamento di ulcere peptiche ed altre malattie», ma avvertono che è necessario lavorare ancora «Per valutare ulteriormente le prestazioni e le funzionalità dei vari micro-motori artificiali negli organismi viventi. Questo studio rappresenta il primo passo verso tale obiettivo».