Siria, parte l’intervento militare della Russia contro l’Isis

Mosca invia aerei da guerra e un contingente per combattere le milizie islamiste

[1 settembre 2015]

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Vladimir Putin ha rotto gli indugi e, dopo aver criticato la debolezza dell’intervento della Coalizione occidentale e araba contro lo Stato Islamico/Daesh, ha inviato aerei da guerra e un contingente militare in Siria.

La notizia è stata data da fonti diplomatiche russe che confermano anche che gli aerei avranno sede permanente in una base nei dintorni della capitale siriana Damasco, quasi circondata e in parte occupata da milizie islamiste finanziate da Arabia Saudita e Qatar e armate anche dagli occidentali e dai turchi..

Così la Russia, che fino ad ora si era limitata a sostenere ed armare il regime nazional-socialista del presidente siriano Bashir al Assad, entra mani e piedi nel conflitto siriano a fianco delle milizie sciite libanesi di Hezbollah e dei “volontari” iraniani che hanno evitato la sconfitta militare del regime che avrebbe consegnato la Siria alle milizie islamiche e al Daesh.

La radio internazionale iraniana Irib dice che «L’obbiettivo degli aerei russi e del contingente militare dovrebbe essere offensivo e avere come target non solo l’Isis ma tutti coloro che combattono contro il governo siriano. Dai prossimi giorni migliaia di militari russi atterreranno in Siria anche se ancora non è chiaro se tra di loro ci saranno unità combattenti o solamente personale addetto alla base aerea».

Per ora la Casa Bianca tace e sembra essere stata colta di sorpresa dalla mossa russa. A chi profetizzava un disimpegno iraniano dalla Siria oggi Irib risponde: «Il coordinamento tra la Russia e l’Iran in Medio Oriente è chiarissimo ma Obama resta in assoluto silenzio, ennesima dimostrazione della ridicola politica estera americana».

La verità è che, dopo l’intervento della coalizione occidentale-araba per fermare l’avanzata del Daesh in Iraq e la guerra scatenata dalla Turchia contro i kurdi del PKK e del Rojava siriano con la scusa di attaccare lo Stato Islamico, nessuno ha i titoli per dire a Mosca che non può intervenire in Siria, Stato sovrano, suo alleato e riconosciuto dall’Onu, per contrastare l’attacco delle milizie islamiste al regime.