Solidarietà a Charlie Hebdo, a Parigi troppi falsi amici della libertà di stampa e troppi dittatori

Lettera aperta al dittatore del Gabon: «Invece che alla manifestazione di Parigi vada in Nigeria»

[10 gennaio 2015]

Alla grande manifestazione dell’11 gennaio a Parigi per ricordare le vittime di Charlie Hebdo e delle sparatorie e dei rapimenti eseguiti dai terroristi jihadisti ci saranno anche presenze imbarazzanti, come quelle del premier ungherese Viktor Orban, noto per aver ridotto la libertà di stampa nel suo Paese e per la persecuzione delle minoranze, a partire dai rom, e per l’antisemitismo delle forze politiche che lo sostengono. oppure gli imbarazzanti uomini forti della Françafrique, gli eterni ed inamovibili presidenti di regimi dove gente come quella di  Charlie Hebdo farebbe la fine di molti oppositori: in galera, in esilio o desaparecidos.

Tra questi campioni della democrazia ha annunciato la presenza alla manifestazione di Parigi il presidente del Gabon Ali Bongo Ondimba al quale dalle pagine del giornale panafricano La Régionale.com si rivolge Ardo Barzik con una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

 

Signor presidente, se me lo posso permettere, Lei non è Charlie. Lei è Ali Bongo Ondimba, già Alain Bernard Bongo.

Per piacere, Lei ha presentato le sue condoglianze al popolo francese, non pensa che sia abbastanza? Soprattutto visto che, quando  siamo colpiti dai nostri drammi, non so se il presidente francese si prenda la pena di inviare una parola di consolazione.

Se ha bisogno di fare attività, o se il suo desiderio di viaggiare è così forte, potrebbe viaggiare attraverso il Paese per vedere il progresso di ogni cantiere, vada all’Uob (Università Omar Bongo, ndt)  per informarsi della situazione che c’è, faccia un giro all’Ustm (Université des Sciences et Techniques de Makusu, ndt), in provincia. Non sono i cantieri che mancano.

Ma se l’estero è la sola destinazione che possa soddisfare questo bisogno compulsivo (mi scusi per il termine), vada in Nigeria. La Francia è un Paese amico, (sembrerebbe) ma la Nigeria è un Paese fratello. La Francia ha reso omaggio a questi 12 scomparsi, aiutiamo i nostri fratelli africani a rendere omaggio a queste 2.000 persone ed ai danni materiali subiti. Cerchiamo di essere logici!

Lei pretende di battersi per la libertà di espressione, ma cominci dal diritto alla vita. Lei ora si indigna per la morte di adulti e per le famiglie private di un padre?  Si indigni di più  per intere famiglie decimate , per I bambini e le donne morte bruciate, senza alcuna ragione valida. Le insorge contro il terrorismo? Insorge per contro chi uccide 12 persone, ma insorga di più per chi ne ha ammazzato e 2000!

Ma se posso darle un consiglio, monsieur le président, è quello di restare a casa, in pace.

Ardo Barzik