Specie aliene invasive: il Consiglio europeo ha adottato le nuove norme

Adottate anche le norme per le infrastrutture per il combustibile pulito

[29 settembre 2014]

Oggi il meeting affari generali del Consiglio europeo, dopo una animata discussione, conclusasi con l’astensione delle delegazioni di Germania, Bulgaria e Romania e il voto contrario dell’Ungheria su  un regolamento relativo alla prevenzione e alla gestione dell’introduzione e la diffusione di specie esotiche invasive, ha adottato le  norme in materia di specie aliene. L’adozione del regolamento fa seguito ad un accordo raggiunto in prima lettura con il Parlamento europeo

Si stima che in Europa ci siano circa 12.000 specie aliene e molte possono avere un impatto negativo su biodiversità, salute dell’ambiente e dell’uomo ed economia. Infatti tra il 10 e il 15% delle specie introdotte volontariamente o involontariamente dall’uomo in Europa si sono riprodotte e diffuse, provocando danni valutabili in almeno 12 miliardi di euro l’anno.

Il ministro dell’ambiente italiano Gian Luca Galletti ha sottolineato che «Oggi, con l’adozione formale del regolamento, è stato raggiunto un accordo che è di  grande significato per tutta l’Europa. La procedura di adozione, che si è concluso sotto la presidenza italiana grazie alla cooperazione di tutti gli Stati membri, rappresenta un passo importante nell’affermazione del valore della biodiversità in Europa, che è un fattore chiave per lo sviluppo della nostra economia».

Il regolamento stabilisce norme per prevenire, ridurre e mitigare gli impatti negativi dell’introduzione e la diffusione, sia intenzionale che non intenzionale, di specie esotiche invasive sulla biodiversità

ed i relativi servizi ecosistemici, così come altri effetti negativi sulla salute umana o l’economia.

«A tal fine – si legge nel comunicato finale – la Commissione adotterà un elenco aperto di specie esotiche invasive di interesse dell’Unione, che sarà regolarmente aggiornato e rivisto almeno ogni 6  anni.  Le specie in questo elenco non possono essere introdotte intenzionalmente nel territorio dell’Unione europea, né possono essere mantenute, allevate, trasportate da o all’interno dell’Unione, immesse sul mercato, allevate o rilasciate nell’ambiente».

Il nuovo regolamento affronta anche la questione delle specie aliene invasive di interesse regionale o per un singolo Stato membro dell’Ue e «consente agli Stati membri di identificare, dalla loro lista nazionale le specie esotiche invasive che preoccupano lo Stato membro, le  specie autoctone o alloctone per l’Unione che richiedono una maggiore cooperazione regionale che dovrà essere facilitata dalla Commissione europea.

Il regolamento stabilisce anche un sistema di sorveglianza per la diagnosi precoce e misure per una rapida eradicazione. Inoltre, gli Stati membri devono prevedere sanzioni se il regolamento non iene applicato correttamente.

Il nuovo regolamento prevede inoltre un sistema di autorizzazioni e permessi per consentire alcune attività basate sulle specie esotiche invasive.

La Commissione Ue valuterà  del regolamento entro il 1 giugno 2021.

Il  Consiglio ha anche adottato una direttiva sullo sviluppo di infrastrutture per i combustibili alternativi nell’Ue e il ministro italiano delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, si è detto soddisfatto: «L’adozione formale della direttiva, avvenuta oggi, rappresenta un determinante passo in avanti verso la costruzione di un’economia europea più efficiente dal punto di vista delle risorse, meno dipendente dal petrolio e più attenta alla qualità della vita dei cittadini».

In un comunicato la presidenza di turno italiana dell’Ue spiega che «L’adozione finale dell’atto legislativo da parte del Consiglio segue un accordo raggiunto in sede di prima lettura con il Parlamento Europeo quest’anno. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, che avverrà prevedibilmente nei prossimi giorni»