Faro di Patresi il Comune dice no e Si Toscana a Sinistra presenta una mozione in Regione

Fattori e Sarti: «Verifica puntuale dei vincoli urbanistici e paesaggistici prima di autorizzare qualsiasi trasformazione».

[24 agosto 2017]

Proprio nel giorno in cui, dopo un incontro con l’associazione Amici di Patresi e Colle D’Orano, la sindaca di centro-destra del Comune di Marciana conferma che il progetto di ristrutturazione del Faro di Patresi – Punta polveraia, fortemente contestato da Legambiente e Italia Nostra, non potrà essere realizzato e ribadisce in un’intervista a Il Tirreno che «In mano non avevo nessuna carta di questa pratica, di questo progetto, ma come avevo anticipato il Comune è ovviamente impegnato a tutelare una zona destinata all’agricoltura e quindi non è possibile fare tale nuovo insediamento, nelle modalità descritte a me verbalmente dalla ditta che poteva essere interessata a intervenire nella trasformazione. Ma anche il Ministero vuole tutelare la zona demaniale da cambiamenti importanti. Altri progetti potranno essere presi in considerazione, però solo quando ce li avranno consegnati, con le dovute procedure e li vedremo sui nostri tavoli comunali», i Consiglieri regionali di Si – Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti presentano una mozione sulla vicenda del faro di Punta Polveraia.

Fattori e Sarti spiegano: «Chiediamo un intervento diretto della Regione sulla vicenda del bando di Difesa Servizi Spa, la società interamente controllata dal Ministero della Difesa, che ha assegnato in concessione l’ex struttura militare per la realizzazione di un albergo di lusso, con piscina, ristorante e lounge bar. Si tratta di un bellissimo edificio dei primi del novecento, collocato in una posizione davvero unica».

I due consiglieri regionali fanno notare che «Il disciplinare di gara con cui sono stati messi a bando vari fari della Marina Militare è molto chiaro sui criteri per l’assegnazione. Si parla di valorizzazione culturale e ambientale, di fruizione pubblica generale e accessibilità dei fari, di destagionalizzazione delle forme turistiche, di collaborazione con i soggetti legati al territorio e alla sua tutela. Tutti criteri importanti, soprattutto se la struttura rientra nei perimetri di un parco, come quello dell’Arcipelago Toscano, e in zone di conservazione e protezione speciali. Da quel che ad oggi si sa del progetto dell’aspirante concessionario, non possiamo che condividere le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste e di tanti abitanti di Marciana per un intervento che rischia di essere fortemente impattante e soltanto orientato a fini turistici e di profitto per chi gestirà l’albergo».

Per Fttori e Sarti, «Le opere proposte sembrano in contrasto con quanto previsto dal Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per le Zone di protezione, con i vincoli derivanti dalla presenza di una zona speciale di conservazione, ma anche con il Piano Paesaggistico-PIT della Regione Toscana e con le misure di tutela connesse alla presenza di un’IBA, ossia di un habitat importante per la conservazione di uccelli selvatici, e del Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini».

Per questo chiedono Regione Toscana che «Prima che siano autorizzate le trasformazioni proposte dall’aspirante concessionario, di valutare la coerenza del progetto con il Piano Paesaggistico – PIT e di richiedere puntuali verifiche a Difesa Servizi Spa, ai Ministeri dell’Ambiente e delle Attività Culturali, al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e al Comune di Marciana».

Ecco il testo della ozione “In merito all’affidamento in concessione del faro di Punta Polveraia sull’Isola d’Elba”:

Il Consiglio regionale

Ricordato che il faro di Punta Polveraia, ubicato sull’Isola d’Elba in località Pratesi nel Comune di Marciana (Li), ricade in parte nel perimetro del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (Zona C – Piano del Parco), fa parte della Zona Speciale di Conservazione (Zcs – Direttiva Habitat) e Zona di Protezione Speciale (Zps – Direttiva Uccelli) Monte Capanne – Promontorio dell’Enfola, di una Important Bird Area (Iba – Natura 2000) e si affaccia sul Santuario internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos;

Ricordato che Difesa Servizi s.p.a., società in house del Ministero della Difesa, in seguito al bando di gara per la Concessione di valorizzazione di 10 fari e segnalamenti della Marina Militare, in data 8 giugno 2017 ha disposto l’aggiudicazione del faro di Punta Polveraia (lotto n. 5) al costituendo Raggruppamento Temporaneo di Imprese con capogruppo Alfa Promoter;

Ricordato che il disciplinare di gara prescrive:

all’art. 6, lett. a), che le offerte prevedano “un intervento di elevato valore culturale legato, ad esempio, alla ricerca scientifica e/o ambientale e/o alla didattica, soprattutto in relazione al contesto storico, militare e paesaggistico, nonché una gestione privatistica che garantisca la fruibilità e l’accessibilità del faro e delle aree esterne di pertinenza: permanente o temporanea, in determinati periodi o fasce orarie, in occasione di eventi o attività culturali, ricreative, sportive, sociali e di scoperta del territorio che tengano conto del contesto e dei fabbisogni locali. Il concorrente dovrà rappresentare in che modo intende innescare un processo duraturo di sviluppo locale volto a migliorare la visibilità del contesto in cui il faro è inserito e ad attivare iniziative che favoriscano la destagionalizzazione con il coinvolgimento del territorio”;

all’art. 6, lett. a), che le offerte prevedano “un intervento di elevato valore culturale legato, ad esempio, alla ricerca scientifica e/o ambientale e/o alla didattica, soprattutto in relazione al contesto storico, militare e paesaggistico, nonché una gestione privatistica che garantisca la fruibilità e l’accessibilità del faro e delle aree esterne di pertinenza: permanente o temporanea, in determinati periodi o fasce orarie, in occasione di eventi o attività culturali, ricreative, sportive, sociali e di scoperta del territorio che tengano conto del contesto e dei fabbisogni locali. Il concorrente dovrà rappresentare in che modo intende innescare un processo duraturo di sviluppo locale volto a migliorare la visibilità del contesto in cui il faro è inserito e ad attivare iniziative che favoriscano la destagionalizzazione con il coinvolgimento del territorio”;

all’art. 6 lett. c), che le modalità di intervento proposte devono strutturarsi “in coerenza con i principi di minimo intervento, compatibilità e reversibilità ed ecosostenibilità nel rispetto della tutela dei caratteri storico, artistici, morfologici, tipologici, strutturali, distributivi e prospettici del bene, nonché della salvaguardia del paesaggio, dell’ambiente in cui il faro è inserito”;

Rilevato che il progetto vincitore del bando risulterebbe prevedere essenzialmente l’attivazione di un esercizio ricettivo/ristorativo per otto mesi l’anno;

Rilevato che il progetto risulterebbe prevedere la realizzazione di opere edilizie esterne;

Considerato che, rispetto al disciplinare di gara:

nel progetto non emergerebbero garanzie di valorizzazione culturale/ambientale, di fruizione pubblica generale e accessibilità del faro, di destagionalizzazione delle forme turistiche, di collaborazione con soggetti legati al territorio e alla sua tutela;
Le opere edilizie previste soni suscettibili di alterare l’assetto morfologico originario della struttura, potenzialmente incompatibili con le esigenze di sostenibilità e di rispetto dell’integrità degli habitat compresi nel parco e senza i caratteri della reversibilità e dell’ecostenibilità previsti;

Considerato che:

le opere proposte sembrano in contrasto con quanto previsto dal Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per le Zone C, con i vincoli derivanti dalla presenza di una Zsc/Zps, con il Piano Paesaggistico – PIT della Regione Toscana, con le misure di tutela relative alla presenza di un’IBA e del Santuario Pelagos;

che gli interventi proposti, nella parte in cui incidono sull’assetto esteriore della struttura sino a determinarne la sostanziale alterazione, sembrano incompatibili con i vincoli storico-culturali e paesaggistici che gravano sul compendio, nonché con i vincoli ambientali che derivano dalla contiguità del bene concesso con il perimetro di un Parco Nazionale, e con la presenza di una Zdc/Zps e di un’IBA.

Impegna il Presidente della Giunta e l’Assessore competente

A verificare la coerenza del progetto con il Piano Paesaggistico – PIT;

A richiedere puntuali verifiche di quanto esposto a Difesa Servizi spa, ai Ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, al Parco Nazionale Arcipelago Toscano, prima che siano autorizzate le trasformazioni preconizzate dall’aspirante concessionaria.