Firenze: ristrutturato un ex asilo per ricavare alloggi Erp

[5 agosto 2013]

Recupero di edifici pubblici da adibire ad abitazioni, con qualche attenzione agli aspetti ambientali. Il comune di Firenze ha consegnato le chiavi di sei appartamenti realizzati all’interno del complesso di Edilizia popolare di via Bronzino 55.

I sei alloggi (quattro di circa 50 metri quadrati ciascuno, gli altri due un po’ più grandi) sono stati ricavati dalla ristrutturazione dell’asilo, lasciando inalterata la struttura esterna dell’edificio (con grandi finestroni vetrati e decori delle facciate), risalente al 1923 e che ospita già case popolari.

Si tratta di 210 alloggi distribuiti su nove fabbricati costruiti in muratura ordinaria di pietre e mattoni a tre piani fuori terra oltre il terreno. Nel piazzale al centro del complesso sorge un edificio ad un solo piano destinato, originariamente, all’asilo infantile e a uno stabilimento per bagni e docce.

Nella porzione del fabbricato che ospitava l’asilo sono stati realizzati 4 alloggi su base unica e due su due livelli, ognuno con cantina e posto auto esterno. Il riscaldamento è centralizzato, con integrazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda.

«L’emergenza abitativa non va in ferie, non solo a Firenze ma in nessuna città – ha sottolineato il sindaco Matteo Renzi – anche perché da tanti anni i governi centrali hanno smesso di finanziare interventi sull’edilizia sociale e quindi i sindaci si trovano da soli a dover fare i conti con quella che è un’assoluta priorità. Oggi abbiamo fatto un altro pezzetto di strada. Nei prossimi mesi consegneremo oltre 330 alloggi, che si aggiungono agli oltre 1.600 già assegnati. Dopo via Bronzino, sarà la volta delle case in via del Pesciolino e al Pontignale. Continuiamo quindi a investire sull’edilizia residenziale pubblica anche se il tema centrale è quello degli enormi spazi inutilizzati nel cuore delle città. Accade a Firenze ma credo che accada anche negli altri territori. Penso cioè alle caserme semivuote o inutilizzate, come i Lupi di Toscana: se questi spazi, oggi del ministero della Difesa o dell’Agenzia del Demanio, fossero messi nelle disponibilità dei comuni, potremmo dare risposte concrete all’emergenza abitativa e quindi alle esigenze dei cittadini».

Il vicensindaco Saccardi ha ricordato le operazioni avviate con aziende e soggetti privati: «Stiamo cercando di canalizzare sul settore della casa anche le risorse di chi vuole impegnarsi ed investire sul sociale: Menarini ristrutturerà 10 alloggi cui si aggiungerà quello recuperato grazie al Rotary. Ci aspettiamo che anche il governo abbia questa sensibilità, si renda conto che questa è la vera emergenza e sia disponibile a fare con noi un ragionamento sulle caserme dismesse».

Le specifiche sull’operazione le ha fornite il presidente di Casa S.p.A. Luca Talluri: «La ristrutturazione dello stabile è costato 564.000 euro, quindi 91.000 ad alloggio. La peculiarità sta nel fatto che non è stato solo un recupero edile ma anche architettonico, mantenendo integro l’edificio del 1923 e ponendo una particolare attenzione alla parte degli impianti, preservando la sostenibilità ambientale ed ecologica, attraverso l’uso, tra gli altri, di pannelli solari».