Sanatoria edilizia per Ischia nel Decreto Genova, Wwf: «Si rischia di produrre emergenza permanente»

«Servono “paletti” chiari per correggere il provvedimento»

[18 ottobre 2018]

Secondo il Wwf, «La sanatoria edilizia per Ischia prevista nel Capo III del decreto legge per Genova non dà garanzie sulla stabilità degli edifici e la sicurezza delle persone e può diventare un colpo di spugna per chi ha l’ordine di demolizione da parte della magistratura penale».  L’associazione ambientalista evidenzia che «Dare tempi troppo stretti (sei mesi), a fronte di 27 mila domande di condono e di 600 ordini di abbattimento di case abusive previsti nell’isola senza prevedere “paletti” rispetto alle certificazioni statiche richieste e al patrimonio illegale che va rimosso invece di risolvere un’emergenza, la fa diventare permanente».

Per questo il Wwf Italia, Fai Lipu e Touring Club Italiano hanno recentemente inviato ai capogruppo della Camera e ai membri delle commissioni ambiente e trasporti delle osservazioni e richieste di emendamento nelle quali in cui propone che siano inseriti “paletti” chiari per correggere il provvedimento nella sostanza.

Il Wwf ricorda che «Il terremoto, che ha avuto come epicentro Casamicciola Terme, ha colpito Ischia il 21 agosto 2017 con una magnitudo di 4.0. La scossa ha provocato il crollo di numerose case e ha provocato, purtroppo, 2 vittime, 42 feriti e 2600 sfollati». Proprio a causa della «sproporzione tra la portata dell’evento sismico e i danni prodotti» il Panda sottolinea che «Sono sorti forti dubbi sulla qualità dei materiali di costruzione e su quanto avesse inciso il pesante e diffuso fenomeno dell’abusivismo che assume dimensioni particolarmente preoccupanti nell’isola».

L’isola di Ischia è estesa per 46 chilometri quadrati ripartito in 6 diversi comuni. La popolazione attualmente residente è pari a circa 64.000 abitanti, il doppio rispetto al dato del 1950 con un trend che ancora oggi è in crescita (+ 3000 abitanti dal 2011 al 2017 ed un indice di vecchiaia di poco superiore a 1). I dati relativi all’urbanizzazione dell’isola dagli anni ’50 fino ai primi anni del 2000 evidenziano come le aree urbanizzate siano più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) con una perdita netta di suolo pari a 872 ettari equivalenti a 17 ettari/anno (500 metri quadrati ogni giorno). Il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l’attuale densità di urbanizzazione nazionale). L’energia del fenomeno, come del resto in tutta Italia, è diminuita negli ultimi anni ed i dati dell’Ispra  mostrano per l’isola di Ischia una ulteriore perdita di suoli pari a 0,53 ha tra il novembre del 2015 ed il maggio del 2016. I dati Istat relativi al censimento degli edifici e delle abitazioni rivelano come nell’isola il patrimonio edilizio-abitativo sia quasi quintuplicato tra il 1946 ed il 2001. Sono stati infatti costruiti circa 10.000 nuovi edifici ad uso residenziale (1 edificio ogni 2 nuovi abitanti). I dati dell’ultimo censimento Istat denunciano ulteriori 500 edifici costruiti tra il 2001 ed il 2011 con il 20% delle abitazioni che risultano essere vuote (valore questo inferiore alla media nazionale). Tutti i comuni rientrano nella seconda classe di pericolosità sismica secondo Opcm N.3519 del 28 Aprile 2006).

Il Wwf fa notare che «In un territorio densamente urbanizzato come quello ischitano è necessario un chiaro segnale di svolta rispetto ad una situazione che è ormai al limite di guardia». Come ricordano i ricercatori dell’Università dell’Aquila, che collaborano da anni con il Wwf: «A Ischia le aree urbanizzate negli ultimi 50 anni sono più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) e il tasso di urbanizzazione è quindi passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l’attuale densità di urbanizzazione nazionale)».

Per il Wwf «Deve essere verificato che le case costruite prima del 1971 (data prima della quale l’obbligo non esisteva) abbiano il collaudo statico e rileva che per avere maggiori garanzie non può bastare l’idoneità sismica introdotta con le legge sul condono del 1985 (legge n. 47/1985) ma deve essere verificata la certificazione  di idoneità statica».

Il Wwf conclude: «Inoltre, deve essere chiaro ed esplicitato che non siano concessi condoni e contribuiti illegittimi in presenza di un ordine di demolizione o ripristino stabilito dal giudice penale, posto il problema dell’esecuzione penale che grava su migliaia di immobili abusivi situati nell’isola di Ischia in concorrenza agli ordini di ripristino e demolizione adottati dai Comuni».