Siena, i sindaci del territorio stanno con gli agricoltori sul Piano paesaggistico

[3 ottobre 2014]

paesaggio toscana urbanistica

Il Dossier sul Piano paesaggistico della Cia piace ai sindaci della provincia di Siena. Dopo la presentazione del Dossier elaborato a livello regionale e inviato alla Regione (al presidente Rossi, agli assessori Salvadori e Marson) la Cia di Siena ha inviato ed illustrato il dettagliato documento a tutti i trentasei sindaci senesi.

«Le nostre osservazioni – sottolinea il presidente Cia Siena Luca Marcucci – sono state pienamente condivise dai primi cittadini del nostro territorio. Le preoccupazioni della Cia sono le preoccupazioni di chi amministra e vive in questa provincia che fa dell’agricoltura un valore aggiunto unico ed inimitabile per l’ambiente, il paesaggio e le ricadute turistiche. Il nostro territorio non ha bisogno di una visione statica dell’agricoltura – peraltro non omogenea nei diversi documenti del Piano paesaggistico -, che porterebbe all’abbandono dell’agricoltura da una parte e i processi di intensificazione e specializzazione dall’altra. Un freno allo sviluppo, insomma. Auspichiamo in una rilettura e riscrittura di alcune parti del Piano, al fine di rendere chiare, coerenti ed omogenee su tutto il territorio le opzioni strategiche e le priorità della Regione Toscana nell’azione di tutela del paesaggio».

L’incremento dei vigneti negli ultimi dieci anni (2000 – 2010) – evidenzia la Cia Siena – nel territorio senese è stato soltanto del 5,5%, e in Toscana del 2,5% (con un’incidenza delle superfici viticole è oggi pari al 7% della Superficie Agricola Utilizzata). Le aziende viticole in provincia di Siena sono 4.220 per 18.330 ettari, con una superficie vitata media di 4,3 ettari. Nel settore ortofrutticolo la provincia di Siena conta 250 aziende ortive in 596 ettari di superficie; e 876 frutticole in 1.452 ha. «Anche in questo caso – precisa Roberto Bartolini, direttore Cia Siena -, siamo di fronte ad estensioni che interessano percentuali minime della SAU, prevalentemente nelle aree di pianura, che sarebbero altrimenti probabili aree destinate a finalità insediative. Peraltro queste produzioni possono assicurare alle aree urbane un approvvigionamento di prodotti freschi, favorendo lo sviluppo della filiera corta».

di Cia Siena