Stadio della Roma, Legambiente: «Da delibera spariti i treni e il potenziamento della Roma-Lido»

Dal progetto sparita la garanzia di raggiungimento su mezzo pubblico per almeno metà dei tifosi

[14 giugno 2017]

Secondo Legambiente Lazio con il nuovo progetto dello stadio della Roma approdato ieri in Consiglio Comunale per l’avvio del progetto,  «A Tor di Valle si rischia consumo di suolo, diluvio di cemento, viaggi peggiori nel pessimo treno Roma-Lido, aumento del traffico di auto; chi vuole tutto questo non si professi ambientalista!»

Gli ambientalisti dicono che «La delibera è peggiore della precedente, passo indietro di un progetto già sbagliato di suo, 700.000 metri cubi di uffici e impianti sportivi senza alcun treno, non sono interesse pubblico. Chiediamo ai consiglieri di bocciarla”

In aula Giulio Cesare arriva la discussione sulla nuova delibera di interesse pubblico per l’avvio del. Legambiente ha sempre definito un grave errore il progetto Stadio a Tor di Valle stesso e rispiega le sue ragioni: «Per aumentare le previsioni di piano senza alcun taglio al cemento previsto altrove, per il posizionamento dentro il verde di un’ansa del Tevere dove cadrebbe un diluvio di cemento, e per le gravi conseguenze che subirebbero tutti gli utenti della Roma-Lido, già linea peggiore d’Italia oltre che la più frequentata». A

La reazione dell’associazione ambientalista dopo aver analizzato la nuova delibera è durissima: «Il consumo di suolo resta lo stesso e sparisce completamente il vincolo ad aumentare in maniera reale ed importante il numero di treni ogni ora sulla Roma-Lido, con annessa garanzia di raggiungibilità su TPL per almeno il 50% delle persone».

Il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, conclude: «Con questo progetto, a Tor di Valle, arriverebbe un diluvio di cemento e consumo di suolo, peggiorerebbero i viaggi nel pessimo treno Roma-Lido, e aumenterebbe il traffico di automobili nell’intero quadrante. Chi vuole tutto questo, non si professi ambientalista! Questa delibera è addirittura peggiore di quella precedente e si sta facendo un enorme passo indietro su di un progetto già sbagliato di suo. Far costruire qualcosa come 700.000 metri cubi tra uffici e impianti sportivi, fuori dal piano regolatore, e senza alcun treno in più sulla tratta peggiore d’Italia, oltre che non essere neanche lontanamente una delle priorità di Roma, di certo non è interesse pubblico. Chiediamo a tutti gli eletti in aula Giulio Cesare di bocciarla per il bene della Capitale».