Sblocca Italia, sui nuovi inceneritori si è deciso di non decidere

Iswa 2015: «Il mondo ha bisogno di passare dalla gestione dei rifiuti a quella dei materiali»

[10 settembre 2015]

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Inceneritori, sì o no? La data decisiva sembrava essere quella di ieri. «Il 9 settembre si riunirà la Conferenza Stato-Regioni per approvare il decreto attuativo dell’articolo 35 parte integrante dello Sblocca Italia». L’allarme all’interno della società civile ha prodotto nei giorni scorsi proteste e manifestazioni di piazza, promosse dalla rete Zero waste italy e supportate da numerosi associazioni, ambientaliste e non solo. Arrivati al dunque, però, la Conferenza Stato-Regioni ha adottato una scelta sempre più comune in ambito politico: quella di indicare altra data per la decisione definitiva.

Al momento, dunque, ancora nessuna certazza sul provvedimento governativo che, come noto, prevede la realizzazione di 12 nuovi inceneritori, o meglio «impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati». Ossia termovalorizzatori dedicati al recupero di energia da rifiuti urbani, senza citare alcunché per la gestione dei rifiuti speciali, che in Italia sono 4 volte gli urbani ma sui quali tradizionalmente tutti preferiscono glissare.

«La grande mobilitazione nazionale lanciata da Zero waste italy e dal grande schieramento di associazioni nazionali e comitati e movimenti locali in tutte le regioni contro il decreto applicativo dell’art.35 dello #SbloccaItalia e i conseguenti incontri con i presidenti regionali hanno prodotto – rivendicano da Zero waste italy – un primo importante risultato. Si è tenuta la Commissione ambiente-energia della Conferenza Stato-Regioni che ha confermato che l’incenerimento dei rifiuti non è considerato prioritario, giovedì 10 settembre (oggi, ndr) si riunisce la presidenza dalla Conferenza delle Regioni per preparare il plenum della Conferenza Stato-Regioni per il 24 settembre in cui si ipotizza il rinvio al 2016 del decreto dopo le opportune valutazione delle regioni sulla rispettive necessità impiantistiche».

Dunque, probabilmente il tutto sarà rinviato al prossimo anno. «Ovviamente l’impegno non finisce qua – chiosano da Zero waste italy – È solo il primo passo di una battaglia, lunga estenuante e difficile verso una società a Rifiuti zero».

L’auspicio è che, da tutte la parti in gioco, questo nuovo rinvio non sia sterile, ma produca una riflessione razionale su un tema, quello della gestione dei rifiuti (e ancor prima delle risorse naturali) che non può essere “rimosso”, o aggirato tramite semplificazioni dall’alto impatto mediatico ma dai deboli risultati concreti in termini di efficacia e sostenibilità.

Potrebbe essere utile, in tal senso, l’approfondimento di tutti quegli elementi (già noti, ma rielaborati e aggiornati) all’interno del Global waste management outlook, il rapporto prodotto dopo due anni di lavoro dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e l’Associazione internazionale rifiuti solidi, in tandem con numerosi accademici da tutto il mondo. Il senso del documento, presentato a inizio settimana all’interno del congresso mondiale Iswa 2015, è quello di sottolineare la necessità di una gestione olistica in tema di rifiuti.

Non si tratta di contrapporre raccolta differenziata, riciclo e termovalorizzazione; elementi che, per inciso, nel documento si sottolineano come complementari, secondo una gerarchi precisa. «Il mondo – ha dichiarato Karl Vrancken, presidente scientifico Iswa2015, che si chiude oggi – ha bisogno di passare dalla gestione dei rifiuti (cioè la pulizia di un problema) alla gestione dei materiali (ad esempio fornendo alla società con prodotti e servizi funzionali) […] Ora sopra le nostre scrivanie abbiamo il Global waste management outlook, che dimostra come la raccolta dei dati stia alla base di azioni mirate. Abbiamo bisogno di sviluppare analisi simili a livello regionale», e anche l’Italia ne beneficerebbe. “Inceneritori sì o no?” non è la domanda più giusta. Il punto è allargare il cerchio, per poterlo chiudere davvero.