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Nell’ultimo anno in Italia ci sono stati oltre 15.700 terremoti, ma la prevenzione è al palo

Servirebbe una grande opera di manutenzione straordinaria, con un investimento pubblico stimato in 219 miliardi di euro
 |  Prevenzione rischi naturali

Le sale operative dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) hanno registrato ben 15.759 terremoti lungo lo Stivale nel corso del 2025, con una tendenza che si mantiene stabile ormai da qualche anno.

Dal 2019, infatti, il numero degli eventi sismici localizzati in Italia si è aggirato tra i 16.000 e i 17.000 terremoti annui, in calo rispetto al biennio 2016-2017 quando l’Italia centrale venne interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli (RI); questa sequenza contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità del Paese, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse.

Nel corso dell’anno, poco più del 10% degli eventi sismici ha avuto magnitudo pari o superiore a 2. Il più forte terremoto del 2025, di magnitudo Mw 4.8, è stato localizzato il 14 marzo al largo della costa della provincia di Foggia; da segnalare inoltre che è proseguita l’attività sismica nell’area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati localizzati i due terremoti con le più elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto (Md 4.6).

Secondo i dati messi in fila a dicembre nel corso della VIII Giornata nazionale della prevenzione sismica, il rischio sismico sugli edifici residenziali del territorio italiano pesa circa 4 miliardi di euro all’anno, con le regioni Lombardia, Piemonte e Sicilia che hanno il patrimonio immobiliare maggiormente esposto. 

Dala VII Giornata nazionale della prevenzione sismica, organizzata sempre da fondazione Inarcassa insieme al Consiglio nazionale degli ingegneri e a quello degli architetti, era già emerso che oggi in Italia sono circa 18 milioni gli immobili a uso residenziale a rischio sismico e che necessiterebbero di interventi immediati, una grande opera di manutenzione straordinaria che richiederebbe una spesa pubblica di 219 miliardi di euro. Servirebbero, quindi, poco più di 7 miliardi di euro all’anno per 30 anni per mettere in sicurezza il nostro patrimonio immobiliare e per mitigare il rischio.

Ma invece di investire in prevenzione, a crescere è la spesa – peraltro cronicamente insufficiente – per riparare ai danni degli eventi sismici: il Rapporto Ance-Cresme 2023 sullo stato di rischio del territorio italiano documenta infatti che i danni da terremoti e dissesto superano i 358 miliardi di euro, con la spesa per riparare gli eventi sismici ad essere rimasta pressoché costante. Si parla di 2,7 miliardi nel periodo 2009-2023 contro 3,1 dei periodi precedenti.

Redazione Greenreport

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