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Quanto valgono i sussidi ambientalmente dannosi? Per il ministero dell’Ambiente, oltre 25 miliardi di euro l’anno di cui 19 a favore dei combustibili fossili

 |  Editoriale

Da alcuni anni un nuovo acronimo si è imposto nel dibattito pubblico: i SAD, ovvero sussidi ambientalmente dannosi. Cosa sono?  La definizione dello stesso termine “sussidio” e ancora di più di “sussidio ambientalmente dannoso”, è un po’ complessa e istituzioni diverse nel mondo ne hanno prodotte diverse (WTO, OCSE, FMI).  Ma in sostanza si tratta di risorse pubbliche trasferite a soggetti pubblici o privati e che in qualche modo (diretto od indiretto) favoriscono un impatto ambientale negativo.

In realtà esistono diversi tipi di sussidi: quelli ambientalmente dannosi (SAD), sono quelli “ambientalmente favorevoli”, i SAF, che sono trasferimenti che favoriscono effetti ambientali positivi. Poi ci sono i “sussidi ambientalmente incerti” (SAI), risorse impiegate per degli obiettivi per cui non è facile comprendere, per la loro complessità, se prevalgono i benefici o i danni ambientali.

Il Catalogo pubblicato dal ministero dell’Ambiente (Mase) individua, uno per uno, queste tre tipologie di sussidio distinguendo inoltre quelli diretti e quelli indiretti. Una lettura quindi non facile (400 pagine il documento). Oltretutto non è facile per gli uffici che elaborano il Catalogo quantificare il valore dei sussidi (in alcuni casi infatti non è indicato). Insomma uno strumento molto utile per identificare l’efficacia positiva e negativa della spesa pubblica in campo ambientale, ma uno strumento molto complesso e ancora in fase di costruzione. L’obiettivo della analisi, una volta avuto il quadro completo del Catalogo, è capire come riformare i vari sussidi, allineandoli alle politiche ambientali adottate a livello nazionale ed europeo, e superando progressivamente i sussidi “dannosi”. Operazione non facile per gli effetti positivi sull’economia che i sussidi “dannosi” comunque hanno.

Partiamo dai risultati finali del Catalogo, facendo riferimento alle tabelle contenute nel capitolo 2.6 (Tabelle di sintesi). Il numero dei sussidi non aumenta molto, passando da 186 a 191 (nel 2024 uno in meno rispetto al 2023). Una vera e propria giungla di provvedimenti economici, i più disparati, giungla che andrebbe semplificata ma che rappresenta un sistema di finanziamento capillare e molto esteso per numerose categorie economiche ma anche per i cittadini.

Come si nota nella prima tabella il totale dei sussidi ambientali è costantemente in crescita dal 2019 al 2024, passando da 52,4 miliardi di euro a 123,5. Quelli “dannosi” crescono dal 2020 al 2022 passando da 18 miliardi a 25,8 per poi ridursi nel 2023 (25,6 miliardi) e ancora nel 2024 (25,3 miliardi): una prima buona notizia.

I sussidi “favorevoli” (SAF) esplodono nel 2024 con un gettito di 71,8 miliardi, valore quasi doppio a quello del 2023 (40,6 miliardi) che era a sua volta doppio di quello del 2019 (21,5 miliardi): altra buona notizia.

I sussidi “incerti” (SAI) sembrano stabili nell’ultimo biennio con valori di 26,2 miliardi circa, valore che comunque è oltre il doppio di quello del 2019 (9,9 miliardi); sarebbe utile quindi chiarire rapidamente se sono dannosi o favorevoli.

I sussidi FFS (ovvero fossil fuel subsidies) aumentano molto passando da 15,1miliardi nel 2019 a 19,6 miliardi nel 2024. Altro dato non bello.

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Il Catalogo distingue fra sussidi diretti ed indiretti. In tutte le tre tipologie di sussidio prevalgono di gran lunga i sussidi indiretti (105 miliardi su 123,5). Ma che differenza c’è? Lo spiega la tabella.

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Il Catalogo (essendo tale) descrive i singoli sussidi individuati, precisando che l‘elenco non è ancora completo ed altre misure economiche che impattano (direttamente o indirettamente) sull’ambiente potrebbero essere individuate. Come dire: i numeri non sono ancora definitivi e l’analisi in continuo divenire, per cui il confronto fra gli anni va preso con le molle.

Vediamo la composizione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) in totale nel 2024 pari a 25,4 miliardi. La voce principale è rappresentata dai sussidi utilizzati in campo energetico (13,6 miliardi, in calo nell’ultimo biennio), la seconda voce è l’Iva agevolata (per 10,1 miliardi), seguono con valori più bassi i trasporti (1,6 miliardi), gli altri sussidi (piccola cifra). Per agricoltura e si tratta di numeri piccoli.

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Ma quali sono i SAD numericamente più consistenti?

L’esenzione dall’accisa sull’energia elettrica impiegata nelle abitazioni di residenza con potenza fino a 3 kW fino a 150 kWh di consumo mensile vale quasi 538 milioni di euro nel 2024. L’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione aerea diversa dall’aviazione privata da diporto e per i voli didattici vale 1,5 miliardi. Esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione marittima vale altri 573 milioni, quella sul trasporto aereo vale 581 miliardi. Il rimborso del maggior onere derivante dall’aumento dell’accisa sul gasolio impiegato come carburante per l’autotrasporto merci ed altre categorie di trasporto passeggeri vale 1,1 miliardo. L’impiego dei prodotti energetici nei lavori agricoli e assimilati vale 1,074 miliardi. Ma soprattutto il differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio vale 3,130 miliardi. E il rilascio delle quote assegnate a titolo gratuito vale altri 3,945 miliardi (norma a garanzia dal rischio che le normative sulle quote ETS non determinino un trasferimento di alcune produzioni industriali e delle relative emissioni da Paesi dell’UE a Paesi terzi.  Di conseguenza, diverse attività economiche, ricevono quote a emettere gratuitamente in differenti settori pur utilizzando combustibili fossili).

Nel settore trasporti le agevolazioni fiscali sui fringe benefit a favore del lavoratore che utilizza in maniera promiscua l’auto aziendale vale 1,589 miliardi.

Venendo all’Iva agevolata, la misura in essere per la cessione, da imprese costruttrici e non, di case di abitazione, non di lusso, prima casa per acquirente vale 2,692 miliardi. L’IVA agevolata per l’energia elettrica per uso domestico vale 3,181miliardi. L’ IVA agevolata per case di abitazione non di lusso vale 2,908 miliardi. Solo per fare qualche esempio.

Una giungla difficile da smontare, con agevolazioni dannose, ma che coinvolgono destinatari di vario tipo e politicamente e elettoralmente rilevanti.  Ma il catalogo indica i livelli di riformabilità dei sussidi dannosi. Magari potremmo partire dai sussidi ai combustibili fossili.

Andrea Sbandati

Andrea Sbandati è senior advisor di Confservizi Cispel Toscana (l’Associazione regionale delle imprese di servizio pubblico), dopo esserne stato Direttore fino a novembre 2024. È esperto senior nella regolazione economica della gestione dei rifiuti urbani e dei servizi idrici (sistemi tariffari, piani industriali, benchmark), come nella organizzazione dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, energia, altro). Ricercatore senior nel campo della gestione dei rifiuti e dell'acqua, docente in Master di specializzazione nella regolazione economica dei servizi ambientali locali (Sant'Anna, Turin school of regulation). Da venti anni coordinatore ed esperto di progetti di assistenza tecnica e cooperazione internazionale nei servizi pubblici locali (Medio Oriente, Africa, Sud America).