Greenreport, vent’anni di Resistenza ambientalista contro un potere fossile che non si rassegna
I primi venti anni di greenreport sono stati quelli della crescita e dell’affermazione del movimento ambientalista in Italia e in gran parte del mondo. Greenreport è stato il primo quotidiano ambientalista e fa bene Valerio Caramassi a ricordare lo spirito che dette vita a questa iniziativa, pionieristico e fiducioso che un’informazione di carattere scientifico, non faziosa, potesse contribuire a dare voce e forza a un movimento che voleva farsi pratica concreta, forza di governo.
Sono stati anni di crescita per greenreport e per il movimento ambientalista, e non c’è dubbio che oggi siano più diffuse e praticate politiche ambientali. Ma cosa ci aspetta nei prossimi anni? I segnali sono inquietanti. In Italia, negli Stati Uniti in parte importante dell’Europa sono insediati governi che contrastano l’idea stessa di economia ecologica, col potere dell’industria fossile che si fa sempre più sentire: una belva agonizzante ma ancora in grado di aggredire e distruggere.
Le politiche di contrasto al cambiamento climatico sono messe alla berlina e lo spiraglio che si era aperto in Europa con il Green deal è stato prontamente chiuso dalla nuova/vecchia maggioranza di governo a Bruxelles. Come se non bastassero i negazionisti della porta accanto, gli eredi del Nimby e del Nimto, ora sappiamo con certezza che anche dietro una fake news, una polemica on line, un’aggressione virtuale c’è ben altro che una persona ignorante. C’è un potere che non si rassegna.
L’augurio che sento di poter fare a greenreport è di continuare a essere quello che è stato in questi anni, un combattente contro il negazionismo e le fake news, una risorsa che attinge a preziose collaborazioni per fare un’informazione scientifica e di qualità.
Da quando Sicrea ha acquisito la testata abbiamo messo a disposizione nuovi strumenti e nuove collaborazioni. A Luca Aterini, il caporedattore, e a Umberto Mazzantini, reduci degli esordi di greenreport, si sono aggiunte prestigiose firme come quella del direttore editoriale Erasmo D’Angelis, esperto del settore idrico e di dissesto idrogeologico, di Andrea Sbandati, esperto nella gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici, Simone Collini già cronista parlamentare, Enza Soldano con un background a indirizzo chimico-biologico; a completare il lavoro dei redattori c’è il prezioso supporto desk svolto da Marta Iozzelli e Giulia Balzoni, insieme a quello della responsabile commerciale Katia Graziano.
Ma sono soprattutto le tante collaborazioni di carattere tecnico e scientifico che in questi anni sono cresciute. Docenti universitari, economisti, scrittori. Professionisti che scelgono greenreport ogni giorno per raccontare il mondo dalla parte di chi lo vede come un ambente da salvare: sarebbe impossibile ricordarli uno per uno in questo spazio, ma li trovate tutti qui. A loro e ai nostri lettori un sincero grazie, per averci accompagnato in questi vent’anni, e per guardare insieme ai prossimi.