Toscana sempre più bio
Il dodicesimo ha il nome più impegnativo: Aldobrandesco. È il distretto biologico che riunisce i Comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna. Un’area a forte vocazione agricola, col 48% della superficie agricola coltivata in modo biologico. Olio e vite soprattutto, tra cui un marchio Igp per l’olio extra vergine di oliva e poi la Docg Montecucco, la doc Bianco di Pitigliano e la Doc Sovana.
«Una nuova realtà – ha commentato il presidente Eugenio Giani – che va ad aggiungersi a quelle già esistenti e che rafforza il ruolo della Toscana come regione pioniera nella promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Un percorso che la Toscana ha avviato ormai da anni grazie alla legge del 2019 e che dimostra la grande attenzione dedicata, in termini di sostegno ed investimenti, a questo modello di agricoltura».
Soddisfatto anche l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras: «Il Distretto biologico Aldobrandesco nasce dalla consapevolezza da parte degli attori locali pubblici e privati dei comuni coinvolti rispetto alla ricchezza storica, culturale, paesaggistica e naturale di questi territori per promuovere un modello di sviluppo basato sui valori dell’agricoltura biologica».