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Migliora la qualità dell’aria in Toscana, dalla Regione due bandi contro l’inquinamento atmosferico

Barontini: «Permangono criticità in alcuni livelli, ad esempio l'ozono che supera i limiti normativi in alcune aree, e le concentrazioni di PM 10 in particolare nella piana di Lucca»
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Nei giorni scorsi l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) ha anticipato i dati provvisori sull’inquinamento atmosferico riferiti al 2025, documentando miglioramenti:

  • per il primo anno, gli indicatori annuali relativi al particolato Pm10 sono stati tutti rispettati, compreso il numero annuo di 35 superamenti della media giornaliera di 50 µg/m3, in tutto il territorio regionale, incluso l’hot-spot di LU-Capannori;
  • per il secondo anno consecutivo, si registra il rispetto dei limiti per NO2 in tutto il territorio regionale, compreso il rispetto della media annuale di 40 µg/m3nell’Agglomerato di Firenze;
  • permane la criticità diffusa per l’ozono (O3) con riferimento al valore obiettivo per la protezione della popolazione che non è stato rispettato nel 30% delle stazioni di monitoraggio.

«Siamo soddisfatti di questi dati in miglioramento – dichiara oggi l’assessore all’Ambiente, David Barontini – Tuttavia non si può abbassare la guardia, poiché permangono criticità in alcuni livelli, ad esempio l'ozono, che supera i limiti normativi in alcune aree, e le concentrazioni di Pm10, in particolare nella piana di Lucca, dove la geografia e le condizioni meteorologiche favoriscono l'accumulo di inquinanti».

Nella piana lucchese – dove i caminetti inquinano più delle cartiere – il numero di superamenti giornalieri per il PM è stato infatti pari a 28, ovvero vicino (80%) al limite consentito per legge, senza dimenticare che in Toscana resta moltissimo da fare per rispettare la nuova direttiva Ue sulla qualità dell’aria, che pone obiettivi al 2030 che si avvicinano maggiormente agli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): guardando ad esempio al limite stabilito come media annuale da non superare, la direttiva Ue pone come riferimento 20 µg/mc per il Pm10, 10 µg/mc per il Pm2.5 e 20 µg/mc per l’NO2.

Per contrastare le concentrazioni dei maggiori elementi che concorrono all’inquinamento dell’aria, la Regione Toscana ha attualmente due bandi attivi, a disposizione dei cittadini  residenti nei 14 comuni dell’area di superamento in cui più frequentemente si registrano livelli di materiale particolato (PM 10) oltre i limiti normativi (Altopascio, Capannori, Lucca, Porcari, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Montecarlo, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano), finalizzati a migliorare la qualità della vita del territorio.

Il Bando Caminetti prevede fino a 3.000 euro per la riqualificazione di focolari aperti o la sostituzione di generatori obsoleti alimentati a biomasse legnose. Gli interventi ammessi contemplano l'installazione di apparecchi con certificazione ambientale minima di 4 stelle secondo il decreto ministeriale 186/2017, oppure l'adozione di pompe di calore.

Il Bando Casa a zero emissioni invece eroga contributi, in base all’ISEE del nucleo familiare, fino a 12.500 euro per la dismissione completa di impianti inquinanti – dai caminetti aperti alle caldaie a biomassa e a gasolio – e l'installazione di pompe di calore ad alta efficienza abbinate a sistemi fotovoltaici o solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.

«C'è ancora molto lavoro da fare – conclude Barontini – per raggiungere gli obiettivi di qualità dell'aria e proteggere la salute dei cittadini toscani. Dobbiamo continuare a lavorare per implementare misure efficaci e a investire in politiche di riduzione delle emissioni, senza fermarci ai risultati pur positivi raggiunti».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.