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In Toscana non stanno arrivando le compensazioni promesse per il rigassificatore di Piombino

Giani: «Snam ha presentato una proposta di proroga della concessione, ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam per gli impegni disattesi»
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

La patata bollente della nave rigassificatrice Italis Lng, ex Golar Tundra, sembra sempre più destinata a restare in Toscana. Nel porto di Piombino per l’esattezza, dove avrebbe dovuto essere ormeggiata solo in via temporanea dopo essere stata acquistata da Snam su indicazione del Governo per 350 mln di dollari. Snam adesso ha chiesto una proroga oltre la deadline del 2026, per un’infrastruttura che non andrebbe spostata altrove ma rivenduta, in parallelo a un’espansione della potenza rinnovabile installata – che invece sta rallentando – in modo da liberarci progressivamente dalla dipendenza da Gnl che oggi arriva soprattutto dagli Usa di Trump.

«Snam, ha presentato una proposta di proroga della concessione – ha dichiarato oggi il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, anche nella veste di commmissario straordinario – ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per parlare degli impegni disattesi». Ovvero i dieci punti, legati alle concessioni e mitigazioni, contenuti nel memorandum allegato alla delibera di giunta con la quale è stata data attuazione all’ordinanza commissariale che ha autorizzato l’ormeggio della nave.

«Quell'atto che ho emanato e firmato il 25 ottobre del 2022, aveva come presupposto il memorandum, approvato dalla giunta regionale il giorno precedente. Nel memorandum sono previste 10 opere di mitigazione e compensazione e fino a questo punto possiamo dire che se ne stanno realizzando due: quella per le bonifiche, per la quale sono stati messi a disposizione 88 milioni di euro, quindi il primo lotto della strada 398, per il bypass che da Rimateria porta alla circolare di Gagno, anche se per il secondo lotto sono stati eliminati 55 milioni di fondi del Pnrr. E infine la parziale realizzazione del punto legato alla zona logistica semplificata per le aree industriali. Sapere che su 10 opere ne sono state in pratica realizzate, o se ne stanno realizzando, appena due, è ingiustificato – prosegue Giani – Quindi, preliminarmente a qualsiasi questione sul futuro del rigassificatore, deve esserci un tavolo che chiarisca il perché non si sono volute realizzare le opere di mitigazione. Vorrei sapere perché governo e Snam non hanno agito nella direzione che abbiamo concordato, quando ho assunto il ruolo e la responsabilità di commissario straordinario, superando tra l’altro vari ostacoli burocratici per far partire un'opera concepita per sopperire al fabbisogno nazionale di gas, in una fase molto delicata, ed abbassare il costo delle bollette. Credo che adesso sia fondamentale confrontarsi sugli impegni assunti da tutti i soggetti coinvolti. Auspicherei che al tavolo, oltre al ministro Pichetto Fratin, ci fosse anche la presidenza del Consiglio, dato che il memorandum indica specificamente come autorità attuatrici sia i ministeri che la presidenza».

Nel frattempo, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari ribadisce che «la nostra posizione è sempre stata chiara e coerente: siamo strenuamente contrari al rigassificatore nel porto della città». Forse dimenticandosi di far parte dello stesso partito (Fratelli d’Italia) che oggi guida il Governo Meloni nella decisione di far restare il rigassificatore a Piombino.

Redazione Greenreport

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