Tutelare e valorizzazione la zona umida di Schiopparello - Le Prade
La zona umida di Schiopparello (nota anche come Le Prade), situata nel territorio comunale di Portoferraio a ridosso della costa, rappresenta uno dei siti di maggiore importanza ecologica e conservazionistica dell’Isola d’Elba. Essa è la più estesa e naturale tra le poche zone umide residue sull’isola (insieme a quella di Mola a Capoliveri), caratterizzata da una conformazione unica per la sua quasi diretta contiguità con il mare, che le conferisce peculiarità floristiche e faunistiche rare nel contesto mediterraneo.
Questa area, storicamente riconosciuta come Sito di Importanza Regionale (SIR IT5160101 “Zone umide del Golfo di Mola e di Schiopparello”) e parzialmente inclusa nella Zona di Protezione Speciale (ZPS IT5160102 “Elba orientale”), ospita una biodiversità straordinaria, con specie strettamente dipendenti dall’ambiente umido e costiero.
Principali elementi di valore naturalistico
Tra la fauna acquatica, spiccano i coleotteri d’acqua dolce/salmastra, ottimi bioindicatori della salute dell’habitat:
• Liopterus haemorrhoidalis
• Hydroporus jonicus jonicus
• Hydroporus memnonius
• Hydrovatus cuspidatus
• Hygrotus impressopunctatus impressopunctatus
• Laccophilus poecilus
• Cymbiodyta marginella
• Megasternum concinnum
Molte di queste sono rare e localizzate.
Nel gruppo delle libellule (Odonata), sensibili indicatori di cambiamenti ambientali, sono confermate presenze come:
• Lestes viridis
• Ischnura elegans
• Ischnura genei
• Aeshna cyanea
• Anax imperator
• Orthetrum brunneum
• Crocothemis erythraea
Particolarmente rappresentativa è la presenza del grillo Natula averni (Costa, 1855), una specie misteriosa e tra le più rare d’Europa, legata esclusivamente a fragmiteti maturi a ridosso del mare. Ritrovata sull’Elba in poche località (tra cui Le Prade), potrebbe costituire una “specie bandiera” per la tutela dell’area.
Tra gli anfibi, tipici di ambienti umidi come questo, sono presenti:
• Rospo comune (Bufo bufo)
• Raganella sarda (Hyla sarda), endemismo tirrenico
• Rana verde (Pelophylax kl.)
Per la flora, si segnalano taxa tipici di ambienti umidi (da Carta et al., 2018, e osservazioni successive):
• Baldellia ranunculoides
• Anacamptis laxiflora (una delle pochissime stazioni elbane conosciute)
• Limniris pseudacorus (Iris di palude, con popolazioni minacciate)
• Narcissus tazetta subsp. tazetta
• Typha latifolia
• Juncus acutus subsp. acutus
• Bolboschoenus maritimus
• Phragmites australis subsp. australis
• Alnus glutinosa
• Matthiola tricuspidata
• Galatella pannonica subsp. pannonica
• Tamarix africana
L’area è inoltre cruciale per l’avifauna stanziale e migratoria (Falco di palude, Gallinella d’acqua, Porciglione, Cannareccione, Airone rosso, Garzetta ecc.), fornendo sosta e risorse alimentari in un contesto insulare.
Rischi e minacce
Negli ultimi anni si è osservato un progressivo prosciugamento e interramento, con riduzione della permeabilità idrica e rischio di scomparsa di specie igrofile. Tali dinamiche, aggravate dal cambiamento climatico, rendono urgente interventi di rinaturalizzazione.
Compatibilità con la Nature Restoration Law europea
Il Regolamento UE sulla Ripristino della Natura (Nature Restoration Law), entrato in vigore nel 2024, impone obiettivi vincolanti di ripristino degli ecosistemi degradati, con particolare attenzione alle zone umide (tra gli habitat con maggiore potenziale per lo stoccaggio di carbonio, la prevenzione di disastri naturali e la conservazione della biodiversità). L’Italia dovrà contribuire al target del 20% di aree terrestri restaurate entro il 2030, con piani nazionali da presentare entro il 2026.
La zona umida di Schiopparello rientra pienamente in tali obiettivi: si tratta di un ecosistema costiero degradato ma con alto potenziale di recupero, capace di fornire servizi ecosistemici essenziali (regolazione idrica, sequestro CO₂, supporto alla biodiversità).
Il Comune ha recentemente dimostrato sensibilità partecipando a bandi regionali per progetti di riqualificazione.
Richieste
Si chiede che nel Piano Strutturale in corso di definizione:
• L’area sia classificata come zona di tutela ambientale assoluta, con divieto di nuove urbanizzazioni, interramenti o alterazioni idrauliche.
• Siano previsti interventi attivi di ripristino e rinaturalizzazione, in linea con la Nature Restoration Law e con i fondi europei disponibili.
• Sia valutata l’estensione delle misure di protezione alle aree limitrofe, per creare corridoi ecologici funzionali.
• L’area sia proposta per l’inclusione all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e per la designazione come Sito di Importanza Comunitaria (SIC/ZSC), in coerenza con le proposte storiche di associazioni ambientaliste e con l’attuale rete Natura 2000.
• Sia promossa una gestione sostenibile, compatibile con una fruizione pubblica rispettosa (sentieri guidati, educazione ambientale).
La conservazione e il ripristino di questa zona umida non solo preservano un patrimonio unico dell’Elba, ma contribuiscono agli impegni europei e nazionali contro la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.
World Biodiversity Association
Sezione Arcipelago Toscano
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