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Cava Fornace, il Wwf dice no all’ampliamento della discarica di Montignoso

«La proposta prevede la prosecuzione della coltivazione fino al raggiungimento della quota di 98 metri sul livello del mare, con l'introduzione di nuovi codici di rifiuti ammissibili»
 |  Toscana

Nella scorsa settimana si è tenuta la commissione consiliare sulla discarica Cava Fornace nel Comune di Montignoso. L'incontro ha registrato una posizione unanime di tutte le locali forze politiche e associazioni ambientaliste presenti in merito alla necessità di chiudere l'impianto. Tra i partecipanti, il sindaco del Comune di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, e l'assessore all'Ambiente del Comune di Montignoso, Giulio Francesconi, hanno espresso chiaramente il loro accordo sulla cessazione dell'attività. Anche l'ex sindaco di Montignoso Lorenzetti e il facente funzioni Gianfranceschi si sono espressi in termini analoghi.

Questa convergenza politica assume particolare rilevanza alla luce della scadenza imminente del termine per presentare osservazioni sul progetto presentato da Programma Ambiente Apuano per il rinnovo del Paur. La proposta prevede la prosecuzione della coltivazione fino al raggiungimento della quota di 98 metri sul livello del mare, con l'introduzione di nuovi codici di rifiuti ammissibili. Una prospettiva che appare quanto meno inopportuna, considerando che dopo l'incidente del 6 maggio 2024 si continuano ancora a conferire in fognatura le acque contenenti percolato e poco è stato fatto per mettere in sicurezza la discarica.

La collocazione dell’impianto in prossimità del Lago di Porta, area tutelata come sito Natura 2000 e Zona di Protezione Speciale, rende incompatibile qualsiasi ipotesi di ampliamento o prosecuzione dell’attività. Il progetto continua infatti a prevedere che le acque meteoriche provenienti dall’area della discarica confluiscano nel Lago attraverso la Fossa Fiorentina. Alla luce dell’incidente già avvenuto e del crescente verificarsi di eventi meteorici estremi sul territorio regionale, non appare realisticamente garantibile l’assenza di contaminazione, in particolare durante le fasi di accumulo dei materiali.

Per il Wwf la conclusione è chiara: l'unica soluzione responsabile è l'interruzione immediata della coltivazione, seguita dalla messa in sicurezza del sito. Interventi che dovranno essere realizzati e finanziati da Programma Ambiente Apuane, come stabilito dalle normative vigenti. Il nostro appello è rivolto a tutti gli assessori e consiglieri regionali, affinché diano voce alle istanze espresse dal territorio e assumano una decisione fondata sulla tutela dell'ambiente e della salute pubblica. Una scelta che non può e non deve essere ricondotta a logiche di contrapposizione politica, ma che richiede un approccio responsabile e super partes, nell’interesse di tutti noi.

Guido Scoccianti

È attualmente Delegato regionale del WWF per la Toscana. In precedenza è stato per il WWF responsabile del Gruppo Firenze, Consigliere e Presidente regionale WWF Toscana, Consigliere nazionale WWF Italia, occupandosi in particolare di tutela della biodiversità, aree protette, contrasto alle politiche ed alle attività con impatto su fauna selvatica e ambiente, normative ambientali. È fra i soci fondatori dell’Oasi WWF Stagni di Focognano (Campi Bisenzio). Dal punto di vista professionale è Medico Chirurgo, Professore Associato in Malattie dell’Apparato Locomotore presso l’Università degli Studi di Firenze; lavora presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi in reparto dedicato in particolare al trattamento chirurgico dei tumori delle ossa e delle parti molli.