Dove lo butto? Ersu sposta gusci di molluschi, crostacei e ossa nell’organico. Ma sono un disturbo per i biodigestori
La raccolta differenziata è un mezzo utile in quanto finalizzato a un obiettivo preciso, ovvero il recupero di materia, lungo una filiera che vede un tassello fondamentale nel cittadino consapevole che – prima di conferire i propri rifiuti in uno o nell’altro mastello – si domanda: dove lo butto? La risposta non è sempre intuitiva, come nel caso dei gusci di molluschi, i resti di crostacei e le ossa. Si tratta infatti di materiali organici, che generalmente sono però da conferire nell’indifferenziata.
In effetti, qualcuno ha mai visto un guscio di cozza biodegradarsi? Essendo composto quasi esclusivamente di carbonato di calcio, componente principale delle rocce calcaree, la risposta molto probabilmente è negativa. Eppure Ersu, la partecipata pubblica che svolge il servizio d’igiene urbana nel territorio di 7 Comuni della provincia di Lucca (Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema) e Massa-Carrara (Montignoso), ha deciso di cambiare modalità di conferimento per questa tipologia di rifiuti.
«Nuovi processi e nuove tecnologie permettono di migliorare continuamente la raccolta differenziata, il riciclo e il riuso di materiali di scarto. Miglioramenti che comportano cambiamenti per noi e voi – dichiarano dall’azienda – I seguenti materiali biodegradabili adesso devono essere conferiti nell’organico, e non più nel Rur (Rifiuto urbano residuo): gusci di molluschi (es. cozze, vongole, arselle, ostriche, etc), resti di crostacei (es. carapaci di gamberi, scampi, granchi, etc), ossa di grandi dimensioni derivanti dal consumo di carne (bistecca, stinco, etc). Siamo molto contenti di questo cambiamento per 2 motivi: voi utenti avrete la possibilità di conferire questi materiali (spesso maleodoranti) non più una solo una volta alla settimana con il Rur, ma più volte a settimana con l’organico, e noi abbiamo la possibilità di abbassare ancora di più il livello di produzione del Rur».
Togliere una tipologia di rifiuto tra quelli conferibili nella Rur, innegabilmente, contribuisce ad abbassare il quantitativo di raccolta indifferenziata. Ma può essere assai più problematico per l’effettivo riciclo dell’organico. Dopo anni di deficit impiantistico, la Toscana è ormai prossima poter traguardare l’autosufficienza per quanto riguarda la gestione dei rifiuti organici – mentre resta molto distante lo stesso obiettivo sul fronte dei rifiuti secchi non riciclabili meccanicamente – grazie agli investimenti profusi nei nuovi impianti di biodigestione anaerobica che stanno avviando l’attività.
In questo contesto, la decisione di Ersu appare in controtendenza con le indicazioni delineate a livello nazionale dal Consorzio italiano compostatori (Cic), per il quale «ossi e gusci sono compatibili con il processo di compostaggio, anche se i gusci tendono a frammentarsi al punto di integrarsi con il compost; pur essendo perfettamente compatibili con esso, causando talora problemi di accettazione da parte di chi acquista il compost. In molti degli impianti di digestione anaerobica la presenza di ossi e gusci rappresenta invece un elemento di disturbo per le tecnologie e i processi adottati». Proprio i nuovi impianti realizzati o in via di ultimazione in Toscana. Non a caso, nessuno delle altre maggiori Sol di Retiambiente operative lungo la Toscana costiera suggerisce ai cittadini di gettare i gusci nell’organico: Aamps, Geofor e Rea indicano tutte il conferimento nell’indifferenziata. La Versilia nuota invece controcorrente, ma a soffrirne paradossalmente potrebbe esser proprio il riciclo.