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Quasi 8mila uccelli acquatici svernano nel Parco della Maremma

Il censimento Ispra–Cot registra 47 specie e conferma il valore ecologico dell’area protetta
 |  Toscana
Ph Federica Gianneschi

Sono 7700 gli uccelli acquatici svernanti, appartenenti a 47 specie differenti, censiti nel Parco della Maremma nel corso del monitoraggio annuale promosso dall’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e coordinato dal Cot, Centro ornitologico toscano per conto della Regione Toscana.

Un monitoraggio che, dal 9 gennaio fino al 26 gennaio prossimo, servirà a valutare oltre duemila zone umide italiane all’interno del progetto “International Waterbird Census” (Iwc) portato avanti da “Wetlands international” e che coinvolge 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori.

“Le zone umide – spiega Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma – sono aree con elevata biodiversità, rare perché minacciate o sacrificate per gli usi antropici, come quelli agricoli, ma molto preziosi: rappresentano l’habitat esclusivo di alcune specie ed è quindi molto importante proteggerle. Anche per questo, il Parco sta lavorando non solo a progetti di consolidamento delle aree umide presenti, ma anche per cercare di incrementarle”.

Quest'anno a prevalere, nel Parco della Maremma, sono le anatre, con oltre 2500 esemplari, seguite da oche selvatiche e pavoncelle, che hanno fatto registrare presenze di oltre 1500 esemplari cadauna. Sono state censite anche 490 gru, 400 pivieri dorati, 150 fenicotteri, oltre 100 aironi, oltre a mestoloni, aironi guardabuoi, aironi bianchi maggiori e chiurli.

“Durante l’osservazione – continua Rusci – abbiamo potuto ammirare il tarabuso, uccello ormai raro nel Parco della Maremma, perché predilige le zone umide di acqua dolce ed è strettamente associato ai canneti, scarsamente presenti nella nostra zona e che, infatti, è stato osservato nell’area a canneto del canale essiccatore. Abbiamo potuto censire anche la moretta codona che, da novembre, è stata osservata all’interno del nostro Parco, le oche lombardelle e la rara moretta tabaccata”.

Tutti uccelli acquatici che, proprio in questi mesi, si possono ammirare frequentando la riserva naturale del Parco della Maremma. “Si tratta di specie – conclude Rusci – di fascino raro, non solo per le loro caratteristiche fisiche, ma anche per i loro comportamenti: basti pensare alle centinaia di chilometri che nel corso di un anno percorrono per assecondare i cicli delle stagioni e trovare gli habitat più adatti alle loro necessità. L’osservazione condotta, quindi, non può che renderci soddisfatti, perché al di là del numero delle singole specie, ci dà la misura di un ecosistema sano, di elevato e variegato interesse ambientale”.

Maggiori dettagli sul monitoraggio e sulle specie presenti, sono disponibili sul sito www.parco-maremma.it.

A cura di Parco della Maremma

Redazione Greenreport

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