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I leader europei da soli non bastano, per difendere la Groenlandia da Trump serve un’Ue unita

Divisi siamo ricattabili, uniti possiamo difendere sovranità e democrazia: continuare con maggiore decisione il Green deal è la nostra migliore garanzia di un futuro senza fossili ma anche senza padroni
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Le minacce di Trump vanno prese sul serio. Il suo modo di esercitare il potere non conosce limiti morali o legali: forza militare ed economica sono strumenti di pressione per ottenere sottomissione, non per difendere valori democratici. Al centro ci sono interessi predatori di potenza e di profitto, spesso legati alle risorse fossili, che non possiamo accettare come la nuova normalità. Di fronte a questo, l’appeasement non funziona. Bene che 7 leader europei abbiano firmato una dichiarazione in difesa della Danimarca e la Groenlandia dalle rinnovate rivendicazioni degli Stati Uniti sull'isola; ma è un problema molto serio che le istituzioni dell'Ue non abbiano partecipato alla dichiarazione congiunta. Questo non è solo un affaire della Nato!

L’Unione europea deve farsi rispettare, difendere l’ordine internazionale basato su regole e rifiutare i fatti compiuti imposti con la forza. Questo significa agire come attore politico unico, rafforzare la propria autonomia strategica e accelerare verso una vera unione politica, dotata dei mezzi istituzionali e finanziari necessari per incidere. Lasciando fuori quei governi che preferiscono essere i guastatori di Trump e Putin. 

La Groenlandia è un territorio europeo. I suoi cittadini sono cittadini europei. Per questo servono anche azioni immediate, visibili e civili: visite ufficiali del Parlamento europeo e della Commissione, iniziative politiche comuni con Danimarca e Groenlandia, gemellaggi tra città, scambi tra associazioni e reti civiche europee. Senza militarizzare la questione, ma rendendo chiaro che l’Europa c’è. E non dobbiamo dimenticare che liberarsi dalla dipendenza dal gas e dal petrolio – americani e russi – è parte essenziale di questa autonomia e che continuare con maggiore decisione il Green deal è la nostra migliore garanzia di un futuro senza fossili ma anche senza padroni. L’unità è la prima forma di dissuasione. Divisi siamo ricattabili, uniti possiamo difendere sovranità, democrazia e futuro europeo.

Monica Frassoni

Laureata in scienze politiche, nel 1987 è stata eletta segretario generale della Gioventù Federalista europea e si è trasferita a Bruxelles. Dal 2002 al 2009, è stata Co-presidente del gruppo dei Verdi con Daniel Cohn-Bendit. È stata co-Presidente del Partito Verde Europeo dall’ottobre 2009 al novembre 2019. Dal 2020 presiede il Consiglio Comunale di Ixelles, comune della Regione di Bruxelles. Presiede dal 2011 la European Alliance to Save energy e dal 2013 il European Centre for Electoral Support. Il suo sito è monicafrassoni.eu