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Dall’ondata di calore del Mediterraneo al ciclone Harry, sull’Italia è ancora allerta meteo rossa

Legambiente Calabria: «Il futuro sta arrivando e la crisi climatica rischia di dimostrare sempre più la sua intensità e la sua capacità di impatto distruttivo sui territori»
 |  Crisi climatica e adattamento

Con un’allerta meteo di codice rosso e arancione in corso – per rischio idraulico e idrogeologico – su Sardegna, Sicilia e Calabria, l’Italia si trova ad affrontare l’ennesimo evento meteo estremo: al momento non si segnalano criticità rilevanti, sebbene siano state registrate onde da record a Mazara del Vallo (oltre 8 metri) e centinaia di persone siano state evacuate per il rischio inondazioni in vista dell’arrivo del ciclone mediterraneo Harry.

mappa allerta meteo harry 20 gennaio

Il meteorologo Federico Grazzini, già consulente per Legambiente Calabria, sottolinea che sono previsti su Calabria, Sicilia e Sardegna nubifragi con piogge molto intense, con valori cumulati oltre i 200 mm, vento molto forte e soprattutto mareggiate di eccezionale intensità sulle coste esposte ai venti di sud-est. Una situazione ulteriormente estremizzata da temperature del mare incredibilmente alte, ormai senza soluzione di continuità dal 2022 (sopra il 90° percentile della distribuzione climatologica recente): di fatto il Mar Mediterraneo si trova ancora in condizione di ondata di calore marina.

Negli ultimi decenni, il Mar Mediterraneo si è riscaldato a un ritmo quasi doppio rispetto alla media globale, diventando un hotspot della crisi climatica in corso: un mare più caldo rilascia più vapore acqueo nell’atmosfera, e al contempo la fisica (con la legge di Clausius-Clapeyron) ci spiega che per ogni +1°C di aumento della temperatura, l'atmosfera può contenere circa il +7% di umidità in più. Significa che la probabilità di eventi meteo estremi come le alluvioni aumenta.

«Il futuro sta arrivando e la crisi climatica rischia di dimostrare sempre più la sua intensità e la sua capacità di impatto distruttivo sui territori: è arrivato, inevitabilmente, il momento della serietà – commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – In Calabria ai timori e alle preoccupazioni si sta rispondendo con le consuete logiche emergenziali: stiamo assistendo a febbrili lavori sugli arenili di molti Comuni, di cosiddetta ‘messa in sicurezza’, la cui effettiva utilità sarà visibile solo a cose fatte. Nella nostra regione, rispetto alla gravità della crisi climatica servono azioni puntuali e sistematiche per adattare i territori calabresi, mitigare gli effetti della crisi, prevenire le problematiche e rispondere in modo efficace. Serve la consapevolezza che tutti dobbiamo cambiare: rispettare l’ambiente, ridurre i rifiuti e realizzare l’economia circolare, emanciparsi dalle inquinanti fonti fossili e puntare con determinazione sulle energie rinnovabili, incentivare la mobilità sostenibile, frenare il consumo di suolo, lottare contro l’abusivismo edilizio ( su oltre 11 mila ordinanze di demolizione in Calabria, oltre 3.800 di queste sono totalmente prive di titolo edilizio), fermare l’avanzata del cemento a partire dalle coste, tutelare il mare e la biodiversità, incrementare l’agroecologia.

La sfida climatica richiede una capacità di visione a lungo termine e una governance multilivello, così come una transizione partecipata dei cittadini e dei territori, con i quali deve essere promosso un dialogo costruttivo. È essenziale che la Regione Calabria attivi un percorso di approfondimento della Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, indicando anche le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi».

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Redazione Greenreport

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