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Pubblicato il quadro di valutazione sulle sovvenzioni dei paesi comunitari

Ue, tutela dell’ambiente e risparmio energetico restano al centro degli obiettivi principali degli aiuti di Stato

Per queste voci l’importo è di oltre 68 miliardi di euro, ovvero il 45% del totale destinato alle priorità comunitarie
 |  Green economy

Gli Stati membri dell’Unione europea continuano a puntare sulle priorità chiave dell’Ue nonostante la riduzione della spesa nel 2024, secondo quanto si legge nel quadro di valutazione sugli aiuti di Stato messo a punto da Bruxelles. In particolare, la tutela dell'ambiente e il risparmio energetico rimangono al centro degli obiettivi principali degli aiuti di Stato, con un importo pari a 68,82 miliardi di euro, ovvero il 45% del totale degli aiuti di Stato destinati alle priorità dell'Ue. In un chiaro orientamento strategico verso la sostenibilità, gli Stati membri hanno rafforzato l’attenzione sugli aiuti all’energia. Del totale destinato alla protezione ambientale e al risparmio energetico, 30,45 miliardi di euro sono stati impiegati per sostenere gli sforzi di decarbonizzazione, mentre gli aiuti per la produzione di energia e la modernizzazione delle infrastrutture energetiche hanno raggiunto 27,31 miliardi di euro nel 2024.

La vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha sottolineato: «Nel 2024 la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico sono rimasti al centro della spesa per gli aiuti di Stato, insieme alla ricerca e allo sviluppo, confermando la tendenza già osservata nel 2023. Ciò dimostra che gli Stati membri continuano a sostenere la transizione verde, garantendo che i benefici della decarbonizzazione e dell’innovazione digitale raggiungano famiglie e imprese in tutta Europa».

Spiegano da Bruxelles che nel 2024 gli Stati membri dell'Ue hanno destinato il 90% dei loro aiuti di Stato al sostegno delle priorità dell'Unione e che sebbene la spesa complessiva sia scesa a 168,23 miliardi di euro nel 2024 dai 203,35 miliardi di euro del 2023, gli Stati membri hanno destinato maggiori fondi al sostegno delle priorità chiave dell'Ue, quali appunto la protezione dell'ambiente, l'energia, la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione e lo sviluppo regionale. Allo stesso tempo, sono proseguite le misure di aiuto di emergenza relative all'invasione russa dell'Ucraina e alla pandemia di Covid-19.

Entrando nel dettaglio delle cifre già citate per la dell'ambiente e il risparmio energetico, che rimangono al centro degli obiettivi chiave degli aiuti di Stato, il quadro di valutazione pubblicato oggi mostra che nel 2024 gli Stati membri hanno aumentato l'attenzione sugli aiuti energetici. Sul totale degli aiuti spesi per la protezione dell'ambiente e il risparmio energetico, gli aiuti di Stato per gli sforzi di decarbonizzazione hanno raggiunto un totale di 30,45 miliardi di euro. Gli aiuti per la produzione di energia e la modernizzazione delle infrastrutture hanno raggiunto i 27,31 miliardi di euro nel 2024. Inoltre, gli Stati membri hanno destinato 3,84 miliardi di euro a sostegno del passaggio dalle misure di emergenza legate alla crisi agli investimenti sostenibili per accelerare la transizione verso un'economia a emissioni nette zero nell'ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione, concentrandosi sulla diffusione delle energie rinnovabili, sulla decarbonizzazione industriale e sugli investimenti strategici nel settore.

Sempre nel 2024, gli aiuti di Stato a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione hanno raggiunto un totale di 14,16 miliardi di euro, mentre gli Stati membri hanno concesso 13,42 miliardi di euro di aiuti a favore dello sviluppo regionale. La spesa per i progetti importanti di interesse europeo comune (Ipcei) è stata pari a 2,62 miliardi di euro. Gli aiuti di Stato hanno inoltre contribuito con 4,59 miliardi di euro alla diffusione della banda larga, che sostiene la crescita digitale dell'Ue.

Gli aiuti all'agricoltura, alla silvicoltura e alle zone rurali sono arrivati a 10,43 miliardi di euro, mentre la pesca e l'acquacoltura hanno ricevuto 212,87 milioni di euro nel 2024. Le misure previste dal regolamento generale di esenzione per categoria (Gber) hanno rappresentato il 69 % di tutte le misure di aiuti di Stato attive, riflettendo una continua preferenza per le esenzioni per categoria. In combinazione con il regolamento di esenzione per categoria nel settore agricolo (Aber) e il regolamento di esenzione per categoria nel settore della pesca (Fiber), queste misure hanno rappresentato complessivamente l'87% di tutte le misure di aiuto di Stato attive e il 93% delle nuove misure. Poiché si concentrano su misure di aiuto di entità minore, esse hanno rappresentato solo il 36% della spesa totale.

Redazione Greenreport

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