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Botti di Capodanno: polveri sottili a +1.900% e dal 2012 4.086 feriti gravi e 8 morti

Lo evidenzia la Società italiana di medicina ambientale (Sima) facendo il calcolo delle vittime causate da petardi e armi da fuoco e sottolineando che il particolato atmosferico arriva a 1.000 microgrammi per metro cubo nella prima ora dopo la mezzanotte
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Non sono solo gli animali a soffrire per l’usanza di salutare il nuovo anno con i cosiddetti “botti”. Dal 2012 si sono registrati in Italia 8 morti e 4.086 feriti gravi a causa di petardi, fuochi d’artificio e proiettili vaganti utilizzati nella notte di Capodanno. A sottolinearlo è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che come ogni anno aggiorna l'elenco delle vittime dei botti di fine anno e ricorda anche le conseguenze sul fronte dell'ambiente: nella sola notte di Capodanno le polveri sottili registrano un incremento abnorme, raggiungendo valori medi su 24 ore quasi tripli rispetto al normale limite giornaliero, fissato a 50 microgrammi per metro cubo ed un livello pari a 1.000 microgrammi per metro cubo nella prima ora dopo la mezzanotte (con un aumento del +1900% rispetto ai valori massimi di legge).

«Botti, petardi ed esplodenti, oltre alle polveri sottili, rilasciano in atmosfera parecchie diossine, ovvero sostanze potenzialmente cancerogene», spiega il presidente Sima, Alessandro Miani. Tra l’altro, le conseguenze dannose non si limitano alle ore a ridosso della mezzanotte perché, viene spiegato, «le sostanze liberate in atmosfera possono inoltre ricadere al suolo sotto forma di pioggia acida, inquinando terreni, raccolti, laghi, fiumi e persino falde acquifere».

Non bisogna poi dimenticare l’ingente quantità di rifiuti prodotta, ricorda la Sima, che è sotto i nostri occhi ogni primo dell’anno. In base alle stime conservative diffuse dalla Società, da 3 a 6 tonnellate di botti e fuochi esplosi la notte di Capodanno rimangano nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Si tratta peraltro di rifiuti difficili da differenziare perché composti per il 70% da cartone, plastica, legno o argilla ed il restante 30% da polvere pirotecnica (in massima parte nitrato di potassio, zolfo e carbone, con aggiunta di metalli pesanti, magnesio e rame).

E poi, come già evidenziato nei giorni scorsi dalle associazioni ambientaliste, non sono solo gli esseri umani a subire le conseguenze dei botti: si stima che nell’ultima notte dell’anno siano circa 5mila gli animali, tra domestici e selvatici, che perdono la vita per cause dirette e indirette riconducibili a petardi ed esplodenti.

 La Società italiana di medicina ambientale ha anche stilato un elenco delle vittime registrate nel corso degli anni. 2026: 283 feriti e 1 morto. 2025: 309 feriti. 2024: 274 feriti e 1 morto. 2023: 180 feriti. 2022: 124 feriti. 2021: 79 e 1 morto. 2020: 204 feriti e 1 morto. 2019: 216 feriti. 2018: 212 feriti. 2017: 184 feriti. 2016: 190 feriti. 2015: 253 feriti. 2014: 361 feriti. 2013: 622 feriti e 2 morti. 2012: 595 feriti e 2 morti.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.