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Nessuna criticità ambientale rilevata da Arpat dopo l’incendio a San Donnino

A metà gennaio la stazione di trasferenza fiorentina, gestita da Alia, è stata interessata da un incendio sviluppatosi nella parte destinata allo stoccaggio di carta e cartone
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Nel pomeriggio del 18 gennaio 2026 la stazione di trasferenza di San Donnino, a Firenze, è stata interessata da un incendio sviluppatosi nella parte destinata allo stoccaggio di carta e cartone, area che ha riportato i danni più significativi. Alcuni focolai secondari si sono manifestati anche nella zona di stoccaggio dei rifiuti indifferenziati, senza tuttavia determinare conseguenze rilevanti.

La squadra di emergenza interna dell’impianto di ALIA ha attivato immediatamente il Comando dei Vigili del Fuoco, intervenuti con tempestività. Già durante le fasi di spegnimento, ARPAT è stata contattata dai Vigili del Fuoco presenti sul posto, per valutare i possibili interventi di tutela ambientale necessari. Dalle informazioni raccolte dai Vigili del Fuoco e dal responsabile dell’Impianto ALIA, presente sul posto, la situazione è apparsa sotto controllo e le possibili ricadute ambientali contenute.

Il giorno successivo, 19 gennaio 2026, una volta che l’area è stata dichiarata sicura dai Vigili del Fuoco, il personale di ARPAT ha effettuato un sopralluogo ispettivo presso l’impianto, con l’obiettivo di verificare le condizioni ambientali, la corretta gestione delle acque di spegnimento e le modalità di stoccaggio dei rifiuti coinvolti nell’incendio.

Dalle verifiche effettuate non sono emerse criticità evidenti sotto il profilo ambientale. In particolare, è stato accertato che l’incendio ha interessato esclusivamente una porzione dello stabilimento e non l’intero impianto. Le aree coinvolte ospitavano rifiuti di carta e cartone e rifiuti indifferenziati.

Nel corso del sopralluogo, i tecnici dell’Agenzia hanno ispezionato il sistema di drenaggio delle acque meteoriche, costituito da caditoie per l’intercettazione delle acque di ruscellamento superficiale, e verificato il corretto funzionamento del sistema di convogliamento delle acque di spegnimento verso la cisterna di raccolta presente presso l’impianto, dotata di pompa di rilancio. È stato inoltre controllato lo stoccaggio dei rifiuti, risultato conforme: il materiale era correttamente posizionato sul piazzale impermeabilizzato, senza evidenze di sversamenti o dispersioni verso l’ambiente esterno.

I rifiuti direttamente interessati dall’incendio, pari a 139,270 tonnellate di carta e cartone e 93,190 tonnellate di rifiuti indifferenziati, sono stati classificati come rifiuti urbani combusti (codice EER 20.03.99) e destinati all’impianto di incenerimento di Montale.

Le acque utilizzate per le operazioni di spegnimento sono confluite nella vasca di accumulo dei reflui e saranno sottoposte a caratterizzazione analitica prima del successivo smaltimento come rifiuto. Le acque meteoriche ricadute sul piazzale esterno sono state invece recapitate in fognatura pubblica, con convogliamento all’impianto di depurazione.

Alla luce degli accertamenti svolti, l’evento non ha determinato impatti ambientali significativi né situazioni di rischio per l’ambiente circostante.

ARPAT

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), istituita con Legge regionale n. 66/1995, è attiva dal 1996 ed è stata riformata con Legge regionale n. 30/2009. Attraverso le proprie Strutture, dislocate in tutto il territorio regionale, ARPAT garantisce l'attuazione degli indirizzi regionali nel campo della prevenzione e tutela ambientale operando secondo quanto previsto nella Carta dei servizi e delle attività di ARPAT. L'Agenzia - dinamica e aperta alla partecipazione - opera al servizio delle istituzioni e della cittadinanza, uniformando l'azione allo scenario definito nella mission e nella vision.