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Negli Usa 300mila cittadini contro le trivellazioni offshore per gas e petrolio proposte da Trump

Sierra club: «Donald Trump e Doug Burgum stanno ancora una volta cercando di svendere le nostre comunità costiere e le nostre acque pubbliche a favore dei profitti delle multinazionali»
 |  Inquinamenti e disinquinamenti

Negli Stati Uniti si è appena conclusa la fase di consultazione pubblica sulla bozza di piano per nuove trivellazione offshore a caccia di petrolio e gas, proposta dall'amministrazione Trump con un'espansione senza precedenti al largo delle coste dell'Alaska, del Golfo del Messico e della California. Quasi 300.000 statunitensi hanno presentato commenti contrari alle proposte di vendita di 34 concessioni di petrolio e gas nel Golfo del Messico, in Alaska e in California.

«Donald Trump e Doug Burgum stanno ancora una volta cercando di svendere le nostre comunità costiere e le nostre acque pubbliche a favore dei profitti delle multinazionali inquinatrici – spiega Loren Blackford, direttore esecutivo della principale associazione ambientalista Usa, il Sierra Club – Gli statunitensi di tutto lo spettro politico hanno chiaramente espresso la loro opposizione alle trivellazioni offshore. Sappiamo che i rischi sono troppo grandi e minacciano gli ecosistemi e le economie costiere con il rischio di fuoriuscite che richiederebbero decenni per essere bonificate. Nonostante la schiacciante opposizione bipartisan, Trump e Burgum stanno portando avanti il ​​loro piano sconsiderato per raggiungere il loro obiettivo finale: cedere le nostre terre e acque pubbliche agli amministratori delegati delle grandi compagnie petrolifere».

La maggior parte degli statunitensi, indipendentemente dall'orientamento politico,  si oppone alle trivellazioni offshore. I rappresentanti eletti, sia del partito democratico che di quello repubblicano, hanno  espresso la loro contrarietà al piano. Durante la prima presidenza di Trump, la sua amministrazione ha cercato di aprire tutte le coste degli Stati Uniti alle trivellazioni, ma la reazione negativa dell'opinione pubblica è stata così diffusa che in diversi stati hanno dovuto fare marcia indietro. L’obiettivo delle proteste in corso è quello di fermare di nuovo le trivelle.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.