Domani entra in vigore il Trattato globale per proteggere gli oceani, ma senza l’Italia
Il Trattato globale sugli oceani, l’accordo internazionale delle Nazioni Unite finalizzato a proteggere l’alto mare – cioè le aree che non appartengono a nessuno Stato, pari a circa il 60% degli oceani –, entrerà in vigore domani: è un dato noto ormai dallo scorso settembre, ma quando ha superato le 60 ratifiche necessarie per diventare efficace, che nel mentre sono diventate 81 ma ancora senza la firma dell’Italia.
La protezione dei mari italiani versa in una situazione critica, con meno dell’1% di mare protetto da misure di conservazione efficaci. Per aumentare questa percentuale e per contribuire alla conservazione degli habitat marini, un anno fa Blue Marine Foundation e Greenpeace Italia hanno lanciato il Progetto “AMPower” che affianca le Aree Marine Protette italiane nei processi di ampliamento, rizonizzazione dei confini e presa in gestione efficace dei siti Natura 2000, oggi tutelati spesso solo sulla carta.
Greenpeace e Blue Marine Foundation si sono poste come interlocutrici dirette tra le Aree Marine Protette, il Ministero dell’Ambiente e l’ISPRA, e individuato le principali criticità che affrontano le AMP, tra cui una gestione spesso insufficiente e frammentata, la loro complessa condizione giuridica amministrativa, la mancanza di personale, la scarsità di fondi e di attività di sorveglianza, e la mancata regolamentazione del fenomeno dell’over-tourism. Ancora più critica è la situazione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) marini della rete Natura 2000 designati dall’Unione Europea e gestiti dalle Regioni, per i quali mancano sistemi di governance e misure di tutela efficaci da attività ad alto impatto, come la pesca a strascico.
Il progetto ha già promosso nel SIC dell’Argentiera (in Sardegna) e nell’AMP di Torre Guaceto (in Puglia) dei monitoraggi scientifici in collaborazione con il DISTAV dell’Università di Genova sullo stato di salute del coralligeno e delle praterie di Posidonia oceanica, che hanno mostrato un buono stato di salute generale, ma anche diversi segnali di impatto antropico, legati soprattutto alle attività di pesca. Nella sede dell’AMP dell’Asinara, è stato inoltre organizzato un incontro di confronto tra le diverse realtà interessate nella gestione del SIC dell’Argentiera, per definire le misure di mitigazione più adeguate a proteggere queste aree ad alta biodiversità. Infine, l’AMP di Torre Guaceto ha proposto una nuova zonizzazione che prevede nuove aree A e B+, aumentando così all’interno dell’AMP le aree a maggior tutela.