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Il grassatore dei Caraibi. Dopo il Venezuela, Trump ha minacciato anche Colombia, Cuba e Messico

Dopo il blitz sudamericano, il presidente degli Stati Uniti si attende 30-50 milioni di barili di petrolio venezuelano
 |  Nuove energie

Il termine grassatore ha un’antica radice etimologica derivante dal latino grassari, che letteralmente significa “girovagare per commettere rapine”. Una parola che sorge alla mente dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un piano in base al quale il Venezuela consegnerà (dovrà consegnare?) 30-50 milioni di barili di petrolio agli Usa, affermando che “i proventi della vendita del petrolio porteranno benefici al popolo del Venezuela e degli Stati Uniti”.

Tutto questo si inserisce in una cornice geopolitica nella quale la condanna per il rapimento di Nicolas Maduro continua a crescere: il segretario generale dell’Onu ha affermato che la azioni statunitensi in Venezuela costituiscono «un pericoloso precedente», mentre anche molti membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sostengono che «rischia di normalizzare l'uso unilaterale della forza e di erodere la sovranità dello Stato». Segnaliamo anche che, nel frattempo, la leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha più volte dichiarato e ripetuto che "nessun agente straniero" governerà il Venezuela e questo nonostante le ripetute affermazioni di Trump di essere (meglio dire ritenersi) al comando del Paese sudamericano.

Fonti statunitensi hanno anche annunciato che l'amministrazione trumpiana ha lanciato una esplicita minaccia al ministro dell'Interno venezuelano, lasciando intendere che potrebbe trovarsi in cima alla lista degli obiettivi da colpire, a meno che non aiuti la presidente ad interim Delcy Rodriguez, “a soddisfare le richieste statunitensi e a mantenere l'ordine”. Questa notizia che appare estremamente rilevante, viene riportata dall’agenzia “Reuters”, citando tre fonti anonime a conoscenza della questione.

Ricordiamo che Diosdado Cabello, ancora a capo delle forze di sicurezza venezuelane, è considerato uno dei pochi rimasti fedelissimi del presidente rapito Nicolas Maduro. Sappiamo che la scelta di Trump si è orientata nel fare affidamento a governanti di transizione per mantenere la stabilità durante il caotico periodo che attraversa l’intero Venezuela. Si tratta sicuramente di una situazione assai complessa e dalla quale appare assai arduo trovare un possibile equilibrio tra i vari soggetti chiamati a mantenere, per quanto possibile, stabili gli equilibri interni della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

E in questo magma geopolitico provocato dal rapimento del Presidente Nicolas Maduro, per rendere ancora più inestricabile possibile la matassa sudamericana – tanto da fare impallidire il classico nodo gordiano – il presidente Trump ha poi minacciato nell’ordine: Colombia, Cuba e Messico. Del resto quando si ha un progetto di esportazione della democrazia bisogna pianificare in grande.

E sempre per restare nel campo dell’esportazione della democrazia americana, la sponda europea dell’Atlantico non è stata affatto esclusa: la timida risposta europea sul fronte venezuelano ha ancor di più scatenato gli istinti predatori dell’alleato per eccellenza, ovvero la presidenza Usa, con Trump che ha proclamato di volersi appropriare, in un modo o nell’altro, dell’intera Groenlandia, incurante del fatto che appartenga a uno Stato sovrano – la Danimarca – che è parte della Nato nonché dell’Unione europea.

Aurelio Caligiore, Ammiraglio Ispettore del Corpo della Guardia Costiera

Da oltre trent’anni Ufficiale della Marina Militare del Corpo della Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Aurelio Caligiore è da sempre impegnato in attività legate alla tutela dell’ambiente. Nell’ultimo decennio è stato Capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto (RAM) presso il ministero dell’Ambiente. Attualmente è Commissario presso la Commissione Pnrr-Pniec del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).