Fotovoltaico in iperammortamento e decreto Energia, i produttori europei denunciano violazioni sugli aiuti di Stato
Stamani i quotidiani di 18 Paesi europei – tra cui il Corriere della Sera, in Italia – hanno pubblicato un appello a firma di Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario all’Industria, a sostegno di una “preferenza europea”: ovvero, per sostenere l’autonomia strategica del Vecchio continente occorre comprare europeo per sostenere, in particolare, le filiere industriali strategiche come quelle attive in ambito energetico.
Circa 1.200 leader d’impresa europei si sono già mobilitati a sostegno di quest’appello (che riportiamo integralmente a coda dell’articolo, ndr), ma in Italia soffia un vento dalle velleità più autarchiche che europee, come mostrano da ultimo la legge di Bilancio e il decreto Energia/Bollette in bozza.
Un paradosso che viene, ancora una volta, messo in evidenza da un pool di 11 produttori europei di moduli fotovoltaici – Eurener, FuturaSun, Omnia Solar, SonnenKraft, SoliTek, Soluxtec, Solvis, Sunerg Solar, Torri Solare, Peimar, Solyco – i quali hanno «inoltrato un formale reclamo agli organi competenti dell’Unione Europea per violazione della normativa sugli aiuti di Stato segnalando che le norme sull’Iperammortamento previste nella Legge di Bilancio (L. n. 199/2025 art.1 commi 427-436) vanno a determinare un monopolio di fatto per un’unica azienda, di controllo statale, a scapito di tutte le altre». Si tratta della realtà industriale 3Sun, controllata da Enel.
Se quest’ultimo è un aspetto noto almeno da metà dicembre, la novità di questi giorni è che anche il decreto Energia in bozza prevede, per sostenere il repowering degli impianti fotovoltaici, solo l’utilizzo dei moduli fotovoltaici di tipo b) e c) tra quelli iscritti al registro Enea del decreto 181/2023, art 12: se confermato, escludere i moduli iscritti alla lettera a) significherebbe ancora una volta garantire un significativo vantaggio alla sola 3Sun.
«È evidente come gli operatori italiani del fotovoltaico dovranno fare fronte ad un’importante distorsione del mercato che si manifesterà con una mancata concorrenza, aumento dei prezzi e problemi di reperimento dei moduli – osservano nel merito gli 11 produttori – A peggiorare il quadro, la normativa italiana appare in aperto contrasto con la bozza dell’Accelerator Act nel quale viene richiesto l’impiego di 3 componenti essenziali dell’impianto di origine europea, ovvero l’inverter più altri 2 a scelta. Mentre quest’ultimo provvedimento mostra di rispettare il principio della neutralità tecnologica, la norma italiana favorisce solo l’eterogiunzione senza nessun criterio tecnico di fondo. È singolare, infatti, come i moduli che possono essere utilizzati in via esclusiva per l’Iperammortamento risultano avere l’efficienza del modulo più bassa rispetto a tutti gli altri i moduli presenti nel registro Enea».
Per questo gli 11 produttori «auspicano che vengano adottati quanto prima dei correttivi, sia sul nuovo iperammortamento attualmente in vigore, sia sulla prossima emanazione del dl Energia/Bollette, per evitare dannose forzature che penalizzano sia i consumatori sia l’industria europea che a parole si vorrebbe tutelare».
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