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Eppure nell'ultimo anno sono entrati in esercizio impianti per appena +5,7 GW

Rinnovabili, le richieste di connessione alla rete italiana sono arrivate a 336 GW

Re Rebaudengo: «È irrimandabile l’introduzione di nuovi criteri per garantire che i progetti con basi solide possano avere certezza di realizzazione»
 |  Nuove energie

Le fonti rinnovabili ancora stentano nella loro crescita a livello nazionale – nel 2023 sono entrati in esercizio appena 5,7 GW di nuovi impianti contro i circa 12 GW necessari – trovando un poderoso freno nel caos normativo che le circonda, sebbene le proposte realizzative di certo non manchino.

Basti osservare che al 31 marzo di quest’anno le richieste di connessione alla rete gestita da Terna sono arrivate a circa 336 GW di potenza rinnovabile. Ben più del necessario per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030: basterebbero +85 GW, anche se (a parole) il ministro Pichetto ha promesso di realizzarne circa 140 GW.  

«Questo dato da una parte dimostra il forte e crescente interesse di operatori solidi a installare nuovi impianti rinnovabili in Italia, dall’altra include anche numerose richieste di connessione per progetti destinati a non essere né autorizzati, né realizzati, ma che tengono “virtualmente” impegnata la capacità di rete», spiega Agostino Re Rebaudengo, presidente Elettricità Futura, ovvero l’associazione confindustriale che rappresenta il 70% del comparto elettrico nazionale.

In quest’ottica, Elettricità futura ha inviato a ministero dell’Ambiente, Arera e Terna un documento di proposte – frutto di un importante e approfondito confronto con i principali operatori del settore elettrico, di cui restituisce la visione – per risolvere il problema della saturazione virtuale della rete di trasmissione e garantire un efficace meccanismo di gestione delle richieste di connessione.

«È irrimandabile l’introduzione di nuovi criteri per le domande di connessione alla rete di trasmissione in grado di garantire che i progetti con basi solide dal punto di vista tecnico e finanziario possano avere certezza di realizzazione, nell’immediato (intervenendo sulle richieste già presentate) e in futuro (intervenendo sugli iter delle nuove richieste di connessione)», conclude Re Rebaudengo.

In particolare, sono 5 le principali linee d’intervento proposte da Elettricità futura: commisurare il costo della connessione non solo alla capacità impegnata, ma anche alla durata dell’impegno; determinare la decadenza delle richieste di connessioni non supportate da ragionevoli aspettative di conferma e attivazione; prevedere per le richieste future criteri più stringenti e selettivi; intervenire sui corrispettivi delle connessioni; intervenire sul funzionamento dei Tavoli tecnici.

Redazione Greenreport

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