Ravenna, i terremoti di magnitudo 4.3 e 4.1 spiegati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
Nessun danno rilevante, ma molta paura, nell’area di Ravenna e non solo, per i due terremoti che hanno colpito stamani: l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) segnala che un terremoto di magnitudo Richter ML 4.3 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 09:27 italiane del 13 gennaio 2026, 7 km a sud-ovest di Russi (provincia di Ravenna). Dopo quasi due minuti, alle ore 09:29 italiane, è stato localizzato un secondo evento di magnitudo ML 4.1, con epicentro a circa 4 km di distanza dal primo, 8 km ad est di Faenza (RA).
La profondità ipocentrale dei due eventi è stata rispettivamente di 23 e 22 chilometri, mentre i comuni più vicini agli epicentri di questi due eventi, entro i 10 km, sono: Russi, Cotignola e Faenza in provincia di Ravenna (la città di Forlì dista circa 11 km dall’epicentro del primo evento).
«La zona interessata da questi terremoti è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato – spiegano dall’Ingv – Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in quest’area in passato sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5. Il terremoto di magnitudo maggiore è avvenuto il 4 aprile del 1781 nel Faentino di magnitudo stimata Mw 6.1, che avuto risentimenti fino al 9-10 grado MCS».