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Altro che ponte sullo Stretto, 22mila anni fa Sicilia e Malta erano collegate dalla terraferma

È partita la missione Gaia blu del Cnr, individuare i resti dell’antico lembo di terra emersa che fungeva da corridoio naturale per gli animali, compresi forse i primi esseri umani
 |  Scienza e tecnologie

A metà dicembre la Corte dei conti ha depositato le motivazioni della sentenza con cui ha dato uno stop decisivo al ponte sullo Stretto di Messina, progetto fortemente voluto dal ministro Salvini, affermando che il progetto in campo risulta incompatibile con le regole europee, come affermano da tempo gli ambientalisti.

Ma migliaia di anni fa c’era un ponte naturale ben più grandioso, che collegava addirittura Sicilia e Malta: i suoi resti sono ora al centro della campagna oceanografica della nave da ricerca R/V "Gaia Blu" del Consiglio nazionale delle ricerche, appena salpata per individuare i resti dell’antico lembo di terra emersa che fungeva da ponte tra la Sicilia sud-orientale e le attuali isole di Malta e Gozo.

Da tempo sappiamo che durante l'ultima era glaciale, circa 22.000 anni fa quando il livello del mare era circa 120 metri più basso dell’attuale, ampie aree tra la Sicilia e Malta erano terraferma, formando un vero e proprio corridoio naturale che gli animali, e forse i primi esseri umani, avrebbero potuto utilizzare per spostarsi tra le due regioni, facilitando così i flussi migratori. Ciò che ancora oggi ci manca è una ricostruzione dettagliata del paesaggio a quel tempo. Questa campagna rappresenta una grande opportunità per l’Italia e Malta di ricostruire quell’antico ambiente con risoluzione senza precedenti.

La spedizione denominata Bridges durerà fino al 7 gennaio ed esplorerà quest'area utilizzando apparecchiature di mappatura all'avanguardia a bordo della R/V "Gaia Blu". Il team di ricercatrici e ricercatori che sarà a bordo ricostruirà la morfologia del fondale marino attuale e del passato, identificherà antiche valli e vecchie linee di costa e raccoglierà campioni di sedimenti che aiuteranno a determinare quando e per quanto tempo questi paesaggi sono stati esposti e la presenza di eventuali segni del passaggio di esseri viventi.

Redazione Greenreport

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