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Suolo, diritti, crisi globali: lo “Yearbook of Soil Law and Policy 2025” accende i riflettori sulla risorsa più trascurata

Il capitolo curato da Giuseppe Poderati denuncia gli effetti di land grabbing, agribusiness e attività estrattive sulla vita di contadini e popoli indigeni
 |  Scienza e tecnologie

WUHAN – È ormai possibile affermare che il genere umano sulla Terra sta affrontando una policrisi globale considerata come una crisi multipla che genera impatti devastanti mettendo a rischio la sicurezza climatica, alimentare, idrica, energetica, sanitaria con visibili conseguenze di carattere geopolitico. Avendo come punto di riferimento questo contesto piuttosto drammatico, è importante portare all’attenzione del pubblico l’autorevole International Yearbook of Soil Law and Policy 2025 pubblicato da Springer. Questa pubblicazione è considerata la più autorevole e completa dedicata ad una risorsa tradizionalmente trascurata, ossia il suolo. Si propone una chiave di lettura multidisciplinare con l’intento di intrecciare diritto, politica e scienza.

Il suolo si erge a fondamento della sostenibilità e dei diritti. Rattan Lal, tra i più noti scienziati del suolo a livello mondiale, richiama con forza un concetto chiave: “il suolo è una risorsa finita, fragile e non rinnovabile su scala umana, ma al tempo stesso una “entità vivente” da cui dipendono sicurezza alimentare, biodiversità, clima e benessere umano”. In questa prospettiva, Lal propone una vera e propria svolta giuridica finalizzata a riconoscere specificamente al suolo diritti analoghi a quelli della natura e dotando la protezione del suolo di strumenti normativi specifici, come un Soil Health Act, sul modello delle leggi per l’aria e l’acqua.

Di grande rilevanza è il lavoro svolto da Olena Melnyk e il suo team che mettono, invece, in evidenza il legame tra crisi geopolitiche e degrado del suolo emerge con forza nel capitolo dedicato all’Ucraina. Qui, da un lato sono analizzate gli effetti della guerra sui suoli agricoli (es. contaminazione, degrado, interruzione delle filiere) e dall’altra sono smontate le campagne di disinformazione che minano la fiducia nella capacità di recupero del Paese. Questo lo si può considerare come un contributo scientifico che dimostra come la resilienza agricola passi non soltanto dalla bonifica ambientale ma anche e soprattutto dalla trasparenza scientifica e dalla cooperazione internazionale stabile, programmatica e di lungo periodo.

Delwendé Innocent Kiba e Wendpayangdé Inès Carolle Kiba fanno emergere temi analoghi ma con riferimento agli Stati falliti o destabilizzati nel continente Africano. In questa parte del pianeta, dove il degrado del suolo è particolarmente intrecciato con conflitti armati, sfruttamento intensivo delle risorse, cambiamenti climatici e insicurezza alimentare, è necessario rafforzare la governance con una pianificazione a lungo termine e con politiche di resilienza.

Inoltre, Alex McBratney e Daniel Park introducono il passaggio significativo dalla “One Health” alla “One Security”. Questo in buona sostanza rappresenta un nuovo paradigma nel quale il suolo viene collocato come elemento centrale della sicurezza globale, insieme a cibo, acqua ed energia. Dunque, gli autori invitano a superare approcci emergenziali e militarizzati, promuovendo invece una “securitizzazione debole”, in grado di fronteggiare quelle che sono le odierne minacce globali senza sacrificare processi democratici e integrazione delle politiche ambientali, sociali ed economiche. Su un piano affine si muove Pamela Towela Sambo, che esplora il nesso tra suolo, salute globale e pandemie. Il suo contributo interroga il potenziale del WHO Pandemic Treaty (2025) come strumento capace di rafforzare la governance del suolo, riconoscendone il ruolo nella sicurezza alimentare, nella biodiversità e nella prevenzione delle crisi sanitarie, che colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili.

Il legame tra degrado del suolo e violazioni dei diritti umani è al centro del capitolo da me curato, che denuncia gli effetti di land grabbing, agribusiness e attività estrattive sulla vita di contadini e popoli indigeni. La perdita di accesso alle terre ancestrali alimenta migrazioni forzate, disgregazione culturale e vulnerabilità climatica. Proteggere i diritti fondiari, sostiene l’autore, significa anche rafforzare la resilienza climatica globale. La piena integrazione dei diritti umani in un quadro giuridico è fondamentale per un futuro sostenibile, volto a preservare e ripristinare i nostri suoli. Proteggendo le risorse del suolo terrestre, sarà possibile raggiungere la neutralità climatica e ridurre il degrado del suolo, garantendo la realizzazione di un ambiente naturale resiliente. Un passo ulteriore viene proposto da Ian Hannam, che solleva una questione dirompente: il degrado del suolo può configurarsi come reato ecocidio? Alla luce del dibattito in corso alla Corte penale internazionale, Hannam argomenta che la distruzione sistematica dei suoli dovrebbe rientrare tra i crimini ambientali più gravi, al pari di deforestazione e desertificazione.  

L’International Yearbook of Soil Law and Policy 2025 dedica ampio spazio al rapporto tra suolo, fame e sicurezza alimentare. In questo modo, Irene Lucia Heuser collega direttamente erosione, perdita di fertilità e crisi alimentari, sottolineando gli importanti obblighi degli Stati in materia di diritto al cibo e ambiente sano. Ian e Thomas Hannam analizzano invece il ruolo delle leggi e delle politiche agricole nel bilanciare produttività e tutela del suolo.

Particolarmente rilevante per il contesto europeo è il contributo di Matteo Fermeglia e Heloísa Oliveira, che evidenziano come la transizione energetica dell’UE stia spesso sacrificando la protezione dei suoli, nonostante i principi di integrazione ambientale. A questo si affiancano analisi puntuali sugli sviluppi normativi: dalla recente Soil Monitoring Law europea (Ginzky e Pieper), ai casi nazionali di Austria, Francia e Germania, fino alla governance del suolo in Australia, Giappone, Medio Oriente e Alpi.

Guardando al futuro, Harald Ginzky e Oliver Ruppel esplorano il potenziale e i rischi di fattori moderni come digitalizzazione e intelligenza artificiale nella gestione sostenibile dei suoli, evocando la necessità di regole inclusive e sensibili anche con riferimento ai contesti locali. Su scala urbana, il caso di Kassel, illustrato da Jochen Wulfhorst, dimostra come le nature-based solutions e la de-impermeabilizzazione dei suoli possano contribuire concretamente alla neutralità climatica, alla salute pubblica e alla biodiversità.

Nel suo insieme, si può ritenere che l’International Yearbook of Soil Law and Policy 2025 lancia un messaggio chiarissimo: senza una tutela giuridica forte e integrata del suolo, nessuna transizione (es. ecologica, energetica o alimentare) potrà essere davvero sostenibile. Il suolo non è solo supporto fisico e materiale delle nostre attività, ma infrastruttura essenziale della Terra. Non possiamo permetterci di ignorare questo aspetto poiché significherebbe continuare a perdere terreno, in tutti i sensi.

Giuseppe Poderati

Giuseppe Poderati è professore di Lingua e Cultura Italiana presso la Hubei University of Economics in Cina con focus su eco-linguismo. Laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università LUMSA, ha arricchito il suo percorso formativo partecipando a un programma di scambio internazionale presso la SUNY - State University of New York e il Center for Italian Studies. Giuseppe ha proseguito gli studi con corsi post-laurea in Business Internazionale, Politiche Pubbliche nell’Euro-Mediterraneo, ASEAN e Diritto Internazionale e Comparato, frequentando prestigiose istituzioni come il Graduate Institute di Ginevra e la National University of Singapore. Durante la sua carriera accademica, è stato visiting scholar presso il Max Planck Institute e l’Università di Palermo. Autore di numerosi articoli scientifici, Giuseppe ha completato un dottorato di ricerca in Diritto Ambientale presso la Wuhan University, consolidando il suo profilo di studioso internazionale e collaborando con altre università e organizzazioni.