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Nelle strade del centro di Roma limite di velocità a 30 km/h. I medici Sima: meno incidenti ma più stress

Spiega la Società italiana di medicina ambientale: «Molti gli effetti positivi della misura decisa dal Campidoglio, ma è necessario trovare un equilibrio tra mobilità, sicurezza e ambiente»
 |  Trasporti e infrastrutture

Trentatremila incidenti e 24 morti in un anno hanno spinto il Campidoglio a introdurre il limite dei 30 chilometri orari in molte zone di Roma, soprattutto nel cuore della città. «È una misura necessaria perché il centro storico è il municipio con il maggior numero di incidenti – ha spiegato l’assessore capitolino alla mobilità Eugenio Patanè – e non è un’area a scorrimento veloce. Ridurre la velocità significa aumentare la sicurezza, ma anche ridurre inquinamento e rumore».

La misura, spiega la Società italiana di medicina ambientale (Sima), ha senza dubbio effetti positivi sul fronte della sicurezza stradale e dell’inquinamento atmosferico. Ma, aggiungono i medici in una nota, è necessario trovare un equilibrio tra mobilità, sicurezza e ambiente, bilanciando in modo corretto priorità diverse tra loro. «Una ricerca condotta dall’Agenzia europea dell’ambiente ha effettivamente dimostrato come una riduzione della velocità media delle auto determini un taglio alle emissioni inquinanti in atmosfera, oltre che un risparmio in termini di consumo di carburanti – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – Si riducono non solo le quantità di CO2 rilasciate dalle autovetture, ma anche quelle di altre inquinanti quali ossidi di azoto e particolato (Pm) dei veicoli diesel. Effetti positivi della minore velocità anche sul fronte dell’inquinamento acustico, altra piaga generata dal traffico urbano».

Sottolinea la Sima che va anche ricordato che, considerate tutte le sorgenti emissive che generano inquinamento atmosferico, il settore del traffico veicolare incide in media per il 23% sull’inquinamento delle nostre città, e contribuisce alle emissioni di ossidi di azoto per circa il 50% e alle emissioni di particolato per circa il 13%. «Tuttavia – spiega sempre Miani – si rende necessario trovare un equilibrio tra interessi ed esigenze diverse, bilanciando in modo adeguato mobilità, sicurezza stradale e ambiente, anche per evitare che limiti inadeguati, eccessivi o sbilanciati possano avere ricadute negative in termini di stress e salute mentale degli automobilisti, specie per quei soggetti che, magari per motivi lavorativi, trascorrono molte ore al giorno alla guida».

Redazione Greenreport

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