San Zeno incrocia economia circolare e agricoltura, da Aisa impianti 17 milioni di euro
A San Zeno sta per partire il nuovo piano industriale di Aisa impianti – la società partecipata per l’85% del Comune di Arezzo dedita all’economia circolare –, che prevede lo stanziamento di investimenti per 17 milioni di euro: come anticipato lo scorso settembre sulle nostre pagine dal presidente della società, Giacomo Cherici, al centro della progettualità c’è l’intersezione tra economia circolare e agricoltura biologica.
All’interno del Polo impiantistico oggi complessivamente operano un impianto per la selezione del rifiuto indifferenziato; un termovalorizzatore da 45mila t/a per valorizzare energeticamente le frazioni secche non riciclabili, cui si sta affiancando una nuova linea da 75mila t/a; la linea di gestione dei rifiuti organici “Verde 70” formata da un impianto di compostaggio (68mila t/a di Forsu e sfalci) e da un nuovo biodigestore anaerobico (35mila t/a di Forsu), in grado di produrre biometano per 300 Smc/ora e il fertilizzante “Amelia” poi utilizzato in agricoltura biologica; 1 MW di pannelli fotovoltaici.
«La centrale di San Zeno è diventata nel corso degli ultimi anni una centrale a recupero totale di energia – aggiunge oggi Cherici – Avendo autorizzato 120 mila tonnellate complessive di termovalorizzazione, abbiamo raggiunto una capacità di produzione tale che ci permette di entrare nel mondo dell’agro-industria andando a valorizzare tutti i terreni agricoli, l’area complessiva di San Zeno e quel che abbiamo nel frattempo realizzato. Il Bosco Fratino diventerà un arboreto per fare essenze e piante da dare ai comuni che ne faranno richiesta per il verde pubblico. La terra di fronte all’impianto verrà utilizzata per una serra da 30 mila metri quadrati, di cui una parte verrà destinata ad un laboratorio e un presidio fisso per un montaggio ambientale e un’altra destinata agli orti sociali. Una terza invece sarà destinata alle aziende agricole per produrre ortaggi e frutti biologici che potranno essere donati a chi ne ha necessità. Una serie di iniziative per 17 milioni di euro che partono dalla ristrutturazione della linea 45 e che permettono di recuperare anche il podere Doni, la leopoldina accanto all’impianto che potrà essere trasformata in foresteria».
Più nel dettaglio, l’assemblea dei soci Aisa impianti ha approvato un progetto che prevede di mettere in piedi 3 ettari di serre teleriscaldate da realizzare nei terreni di proprietà dell’azienda nelle immediate vicinanze dell’impianto di San Zeno: assieme alle aziende agricole locali verranno realizzate coltivazioni biologiche in serra teleriscaldata grazie all’energia fornita direttamente dal polo impiantistico. Una parte sarà destinata anche ad iniziative sociali, come accade per gli orti sociali in molte realtà urbane: Aisa Impianti metterà infatti gratuitamente a disposizione dei residenti una parte delle serre in cui i richiedenti potranno coltivare frutta e verdura tutto l’anno purché con modalità biologiche.
«Questo è un impianto al servizio del territorio per svolgere la sua funzione principale che è lo smaltimento dei rifiuti urbani – commenta il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli – ma che ha come corollario la produzione di energia sotto varie forme: l’energia elettrica, che si produce attraverso l’espansione in turbina dei gas che si producono per riscaldamento nelle caldaie della linea L75 e L45, e la produzione di biometano che avviene attraverso la linea Verde 70. Aisa Impianti è un impianto a recupero totale o integrale che si integra con il territorio anche a livello agro-industriale, è questo il senso del pianto industriale che abbiamo messo in piedi e che abbiamo approvato pochi giorni fa con l’assemblea dei soci».