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Un’economia circolare a km zero da 2,6 mln mc di biogas e 8.500 t di digestato all’anno

Livorno, i lavori per il nuovo biodigestore fanghi-Forsu si concluderanno entro maggio

Iacomelli (Aamps): «I rifiuti organici dei livornesi non dovranno più viaggiare per centinaia di chilometri verso impianti in Veneto e Lombardia»
 |  Toscana

A Livorno, nell’area del Picchianti, stanno procedendo rapidamente i lavori per realizzare un nuovo impianto da 20 milioni di euro a servizio dell’economia circolare: un digestore anaerobico che permetterà di trattare in maniera integrata i fanghi reflui civili, la frazione organica da rifiuti solidi urbani (Forsu) e gli sfalci/potature da giardino prodotti dalla città di Livorno.

Nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo presso l’hub fanghi-forsu da parte di Asa (la partecipata pubblica che ha in carico la gestione del servizio idrico integrato nei Comuni dell’ex Ato Toscana Costa), Aamps (la partecipata interamente pubblica che ha in carico i servizi d’igiene urbana nell’area di Livorno per conto del gestore unico dell’Ato costa e socio unico di Aamps, Retiambiente), Comune di Livorno e ditte incaricate: un’occasione preziosa per fare il punto sull’avanzamento dei lavori.

«A partire dalla fine del 2026 – spiega l’amministratore unico di Aamps, Aldo Iacomelli – oltre 17.000 tonnellate annue di rifiuti organici (Forsu) dei livornesi non dovranno più viaggiare per centinaia di chilometri verso impianti in Veneto e Lombardia: saranno trattate direttamente a Livorno, nell'area del Picchianti, attraverso un processo integrato che trasforma i rifiuti in biogas ed energia. Un modello concreto di economia circolare. La gestione a chilometro zero dei rifiuti organici porta benefici ambientali, economici e logistici immediati: riduzione delle emissioni da trasporto, valorizzazione energetica delle risorse e ottimizzazione dei costi. Il ciclo si chiude in modo virtuoso e sostenibile. Il residuo finale del processo sarà conferito al nuovo impianto Aamps/RetiAmbiente per il trattamento di sfalci e potature, di prossima realizzazione a Livorno, dove verrà trasformato in ammendante di qualità».

L’intervento in corso comprende infatti il revamping dei digestori anaerobici esistenti (4.500 mc ciascuno) con nuovi sistemi di agitazione, la realizzazione di un nuovo gasometro, di un cogeneratore, di una piattaforma per la ricezione e il trattamento della Forsu. I lavori si concluderanno, salvo imprevisti, entro maggio 2026: una volta a regime, l’impianto consentirà di trattare ogni anno 4.100 tonnellate di fanghi e 17.000 tonnellate di rifiuti organici, producendo circa 2,6 milioni di metri cubi di biogas e 8.500 tonnellate annue di digestato da destinare al recupero come fertilizzante.

«Abbiamo apprezzato l'avanzato stato di realizzazione di uno degli investimenti più qualificanti per Asa – argomenta Gianfranco Simoncini, presidente del Consiglio di sorveglianza della società –, che non a caso ha avuto un importante finanziamento Pnrr, essendo tra i primi nella graduatoria nazionale. Un intervento importante anche per la forte riduzione dell'impronta carbonica dello smaltimento dei fanghi e della Forsu, grazie al fatto di lavorare in loco i nostri prodotti, evitando le centinaia di km che fino ad oggi essi dovevano fare per essere smaltiti. Un risultato importante che è anche un esempio importante di collaborazione tra aziende partecipate».

Complessivamente, il nuovo impianto di digestione anaerobica di Livorno è un intervento da circa 20 milioni di euro, di cui 10 milioni finanziati dal Pnrr, che darà nuovo equilibrio alla gestione dei rifiuti organici lungo la costa; grazie ai nuovi impianti in partenza, tutta la Toscana si sta indirizzando verso l’autosufficienza nella gestione di questa frazione rifiuti, mentre resta alta la criticità per quanto riguarda i rifiuti secchi non riciclabili meccanicamente – dall’indifferenziato agli scarti della differenziata e del riciclo –, a maggior ragione dopo il prematuro spegnimento del termovalorizzatore livornese, avvenuto prima che fossero disponibili alternative alle discariche (nella fattispecie, l’ossicombustore in programma a Peccioli, ancora in attesa di autorizzazione da parte della Regione Toscana).

Redazione Greenreport

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