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Stanziamento anticipato di 45 miliardi per la Pac: la mossa di von der Leyen per incassare l’accordo Ue-Mercosur

L’annuncio gradito da agricoltori e governo italiano, che all’ultimo vertice si era messo di traverso insieme a quello francese. Lunedì in Paraguay l'incontro che dovrebbe ufficializzare l’intesa sul libero scambio col blocco sudamericano
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Il 2025 si era chiuso con una fumata nera per quel che riguarda la firma dell’accordo Ue-Mercosur e con le manifestazioni degli agricoltori contro la Politica agricola comune, arrivati a intasare con i trattori le strade di Bruxelles. Con l’avvio dell’anno nuovo, i vertici dell’Unione europea provano a trovare una soluzione per entrambe le questioni con una mossa che non è a sorpresa né per la tempistica né per la sostanza: a pochi giorni dal nuovo vertice utile per siglare l’intesa sul libero scambio col blocco sudamericano (l’appuntamento ufficiale è per lunedì 12 in Paraguay), la Commissione europea ha messo sul piatto più soldi anticipati da destinare al comparto agricolo.

In una lettera inviata ai presidenti di Consiglio e Parlamento europeo e subito rilanciata dalle sigle di settore, Ursula von der Leyen ha promesso agli agricoltori europei l’accesso anticipato a circa 45 miliardi di euro già a partire dal 2028. «La politica agricola comune nel quadro finanziario 2028-2034 continuerà a svolgere il suo ruolo di principale strumento politico dell’Ue per garantire agli agricoltori un reddito equo, assicurare la sicurezza alimentare a lungo termine e migliorare l’attrattiva e il tenore di vita nelle zone rurali», scrive la presidente della Commissione europea. «Oltre ad avere accesso a un pool più ampio di risorse nei piani di partenariato nazionali e regionali, gli agricoltori beneficeranno di un importo riservato di 293,7 miliardi di euro. Per garantire che a partire dal 2028 siano disponibili risorse aggiuntive per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali, propongo che gli Stati membri abbiano accesso, al momento della presentazione del loro piano iniziale, fino a due terzi dell'importo normalmente disponibile per la revisione intermedia. Ciò rappresenta circa 45 miliardi di euro che possono essere mobilitati immediatamente per sostenere gli agricoltori».

La mossa ha subito sortito effetto. Se a dicembre a far muro contro l’accordo Ue-Mercosur era stato l’inedito asse Italia-Francia, dopo questa mossa di von der Leyen la premier Giorgia Meloni ha fatto pubblicare sul sito web del governo una nota di plauso per il «passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio Ue», intestandosi peraltro il merito della messa a disposizione delle risorse aggiuntive per la Pac. Poco male, per la presidente della Commissioni Ue, che sta portando avanti in modo incrociato più partite: l’obiettivo principale di von der Leyen è incassare lunedì 12 in Paraguay la firma di un’intesa che, nonostante 26 anni di negoziati infruttuosi e checché ne dicano le associazioni di agricoltori che hanno manifestato a Bruxelles, porta ingenti benefici a numerosi settori europei, compreso quello agricolo: l’accordo col blocco sudamericano prevede infatti l’eliminazione dei dazi sul 91 per cento dei prodotti d’esportazione e comporterebbe un risparmio stimato in oltre 4 miliardi di euro annui di tariffe doganali per le imprese europee, grazie all’eliminazione dei dazi all’export europeo che arrivano fino al 35 per cento sul vino, 10 per cento sull’olio di oliva, 28 per cento su latte e formaggi. Per non parlare dei vantaggi che l’Ue trarrebbe dall’accordo sul fronte dell’approvvigionamento delle terre rare e delle materie prime critiche, oggi di dominio pressoché incontrastato da parte della Cina.

Resta l’incognita di come si muoverà la Francia, ma è probabile che dopo l’annuncio da parte di Bruxelles dei 45 miliardi anticipati e la rottura del fronte da parte dell’Italia, già al prossimo vertice dei ministri dell’agricoltura degli Statio membri, previsto per dopodomani, arrivino segnali incoraggianti per la firma dell’intesa col Mercosur.

Simone Collini

Dottore di ricerca in Filosofia e giornalista professionista. Ha lavorato come cronista parlamentare e caposervizio politico al quotidiano l’Unità. Ha scritto per il sito web dell’Agenzia spaziale italiana e per la rivista Global Science. Come esperto in comunicazione politico-istituzionale ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel biennio 2017-2018. Consulente per la comunicazione e attività di ufficio stampa anche per l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Unisin/Confsal, Ordine degli Architetti di Roma. Ha pubblicato con Castelvecchi il libro “Di sana pianta – L’innovazione e il buon governo”.