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Groenlandia, Trump alla Norvegia: «Senza Nobel non devo pensare più alla pace». L’Ue prova a evitare i dazi

Borse europee in rosso per le minacce del presidente Usa di varare nuove tariffe doganali per i Paesi che inviano soldati sull’isola artica. L’ipotesi del “bazooka commerciale” sostenuta da Macron come risposta al tycoon non passa: l’Italia è tra gli Stati che hanno detto no. Giovedì vertice straordinario del Consiglio europeo
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Le ultime vicende legate alla Groenlandia oscillano tra il drammatico e il grottesco. Una riunione straordinaria del Consiglio europeo è stata convocata per giovedì dal presidente Antonio Costa per discutere della crisi innescata dalle mire statunitensi sull’isola artica e delle minacce di Donald Trump di far partire nuovi dazi per i paesi europei che inviano truppe. «Le mie consultazioni con gli Stati membri sulle ultime tensioni sulla Groenlandia riconfermano il nostro fermo impegno sui principi del diritto internazionale, dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale», si legge in una nota del Consiglio in cui viene anche ribadito l’unanime «sostegno e solidarietà a Danimarca e Groenlandia e il riconoscimento del comune interesse transatlantico per la pace e la sicurezza nell’Artico, in particolare attraverso la Nato». Parole formali, di rigore istituzionale, che arrivano insieme a quelle inserite in una dichiarazione congiunta di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito: «Come membri della Nato, ci impegniamo a rafforzare la sicurezza artica come interesse transatlantico condiviso» sottolineando che «le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano una pericolosa spirale discendente».

Ma niente: non è questo formale, razionale, rispettoso degli impegni internazionali il registro seguito da Trump. In contemporanea a queste dichiarazioni provenienti dai vertici Ue e dagli Stati membri, mentre le Borse europee segnano pesanti perdite per le minacce di dazi statunitensi, il presidente americano ha scritto e inviato al primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Store, una nella quale ha scritto: «Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre in più, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace. La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un diritto di proprietà? Non ci sono documenti scritti. Sappiamo solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì. Ho fatto per la Nato più di chiunque altro fin dalla sua fondazione, e ora la Nato faccia qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia. Grazie!».

Ci sarebbe di che essere sconsolati, a vestire i panni del primo ministro novergesese, ma non solo i suoi: «Il Premio Nobel per la Pace, ho spiegato chiaramente anche al presidente Trump, viene assegnato da un comitato indipendente e non dal governo norvegese», dice  Gahr Store in replica al messaggio del presidente Usa.

Secondo quanto riportato dall’emittente danese Tv2 un rinforzo di soldati inviati da Copenaghen sta partendo per la Groenlandia, dove già sono arrivati 100 militari per prendere parte all’operazione Nato 'Arctic Endurance'. La commissaria agli Esteri dell’Ue Kaja Kallas ha parlato con il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen e il ministro degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt oggi a Bruxelles, e l’Unione europea conferma il sostegno alla Danimarca e di essere pronta a rispondere con contromisure alle minacce di dazi di Trump.

I vertici europei hanno valutato l’introduzione di misure economiche di ritorsione contro gli Usa che ammonterebbero a circa 93 miliardi di euro, ma ancora la strada per un accordo comunitario è lunga. L’ipotesi che l’Europa metta mano al cosiddetto “bazooka commerciale” è durata lo spazio di neanche 24 ore e oggi l’Ue è tornata a mostrare la solita timidezza nel mettere sul tavolo una misura all’altezza della situazione e delle minacce statunitensi. Anche l’Italia in questo contesto, ha mostrato contrarietà all’utilizzo del “bazooka” (formalmente, «Anti coercion instrument, Aci) ovvero il regolamento comunitario che l’Unione europea ha adottato nel 2023 per reagire a misure di coercizione economica da parte di Paesi terzi. La premier Giorgia Meloni ha sì definito «un errore» i dazi minacciati da Trump, ma si è detta contraria alla proposta avanzata dal presidente francese Emanuel Macron di mettere mano al regolamento.

Redazione Greenreport

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