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Sienambiente apre le porte al termovalorizzatore di Foci, sabato 31 gennaio

Prosegue il programma di “Impianti aperti, scopri cosa c’è dopo la raccolta differenziata”, ecco come partecipare
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La partecipata pubblica Sienambiente, che coi suoi impianti di gestione rifiuti offre un contributo determinante per chiudere il ciclo nell’area senese, ha lanciato l’iniziativa Impianti aperti, scopri cosa c’è dopo la raccolta differenziata, mettendo in programma una serie di visite guidate nei vari impianti del territorio: l’impianto di riciclo delle Cortine (Asciano), il termovalorizzatore di Foci (Poggibonsi) e la discarica di Poggio alla Billa (Abbadia).

Si tratta di un’occasione per dare la possibilità di visita di tutti gli impianti (Impianto di riciclo, termovalorizzatore e discarica) anche in giorni semifestivi, oltre alle consuete attività dedicate alle scuole e ai cittadini organizzate durante tutto l’anno nei giorni infrasettimanali.

Il prossimo appuntamento è per sabato 31 gennaio alle ore 10, quando si apriranno le porte del termovalorizzatore, che produce – a partire da rifiuti non riutilizzabili o riciclabili – energia elettrica pari al fabbisogno di circa 40 mila cittadini: durante l’iniziativa verranno illustrate le sezioni operative dell’impianto e il suo ruolo nel ciclo integrato dei rifiuti.

Per poter prendere parte alla visita guidata è necessaria l’iscrizione compilando l’apposito form disponibile sul sito sienambiente.it. Una volta compilato, verrà inviata una risposta con l’accettazione della richiesta di partecipazione. Le richieste sono ammesse fino ad esaurimento posti.

Nel corso delle visite della durata di circa un’ora, il personale tecnico della società accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle varie sezioni di lavorazione dei siti illustrando con un linguaggio semplice e chiaro il funzionamento dei vari macchinari e il lavoro del personale addetto alle linee di lavorazione.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.