Bonifiche, il 70% dei procedimenti regionali si è concluso senza interventi di messa in sicurezza
L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha pubblicato il IV aggiornamento del rapporto sui dati regionali inerenti lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia, che riguarda quasi la metà dello Stivale.
Il 46% dei Comuni d’Italia, pari a 3.619 Comuni, è interessato infatti da almeno un procedimento di bonifica in corso al 1 gennaio 2024, e ogni anno vengono attivati sul territorio nazionale in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica.
Le elaborazioni Ispra riguardano 16.365 procedimenti di bonifica in corso e 22.191 procedimenti di bonifica conclusi. La maggior parte dei siti per i quali sono disponibili informazioni sulle superfici ha dimensioni ridotte: il 70% delle superfici amministrative è inferiore ai 10.000 mq e il 30% è addirittura sotto i 1.000 mq; nel 18% dei casi la superfice è maggiore di 20 ettari.
Inoltre, il 70% dei procedimenti di bonifica regionali si è concluso senza necessità di intervento di bonifica e/o di messa in sicurezza; l’avvio di un procedimento di bonifica non comporta infatti l’automatica necessità di un intervento di bonifica, ma solo a seguito dei dovuti accertamenti emerge tale obbligo (l’esecuzione di un intervento si è resa necessaria solo per il 30% dei siti).
Ad oggi sul territorio nazionale sono censiti 3.243 procedimenti, in fase di intervento di bonifica, di cui 2.601 con intervento in corso e 642 con lavori terminati ma non ancora certificati: il 28% dei procedimenti in fase di intervento/bonifica si trova in Lombardia, il 12% in Piemonte, l’11% in Toscana.
Inoltre, a livello nazionale risultano censiti 484 siti orfani, di cui 225 finanziati e 55 con procedimento concluso al I gennaio 2024. I siti orfani sono quelli per i quali nessun soggetto, a vario titolo, ha provveduto agli adempimenti previsti dalla norma per i procedimenti di bonifica