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Chiude la stagione della caccia ma non la battaglia degli animalisti: «Il governo ritiri il ddl Malan»

La richiesta arriva dalla Lipu, che inoltre sollecita le Regioni a rivedere i calendari venatori «in modo che escludano rigorosamente la caccia alle specie in sofferenza e siano pienamente rispettosi dell’anticipata e certificata migrazione prenuziale degli uccelli»
 |  Natura e biodiversità

Domani si chiude ufficialmente la stagione venatoria 2025-2026, ma la battaglia delle associazioni animaliste non si ferma. «Ritirare il disegno di legge a prima firma del senatore Malan, sostenuto dal governo, e archiviare in modo definitivo la lunga stagione della caccia selvaggia», dice la Lipu rivolgendosi al governo Meloni segnalando che la finestra temporale concessa alle doppiette è caratterizzata ancora da tempi troppo prolungati e da caccia su specie in cattivo stato di conservazione. L’associazione definisce inoltre clamorosa la concessione dell’abbattimento in deroga, per fini tradizionali, dei piccoli volatili, approvata in aperta violazione della direttiva Uccelli, sonoramente bocciata in Liguria e Lombardia da Tar e Consiglio di Stato.

A ciò si aggiunge la pubblicazione scientifica (sulla rivista Wildlife Biology) dell’imponente studio di Università di Milano e Lipu, basato su quattro milioni di dati della piattaforma ornitologica ornitho.it, che ha dimostrato come le date della migrazione riproduttiva degli uccelli siano anticipate rispetto ai dati ufficiali Ue, richiedendo dunque un deciso e urgente accorciamento della stagione venatoria in tutti i calendari regionali.

Il peggiorare della crisi climatica, la grave situazione di degrado degli habitat naturali e di perdita di biodiversità nonché la drammatica situazione internazionale, tra guerre, conflitti e alta tensione, rendono davvero insostenibile l’idea di ampliare le maglie della caccia anziché restringerle con decisione, dando finalmente spazio ad azioni di tutela, protezione della natura ed educazione alla pace e alla convivenza.

Da questo viene la forte richiesta della Lipu, rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di favorire il ritiro del disegno di legge AS 1552 a prima firma Malan  sulla riforma della caccia.

«Il tempo dei fucili è finito – dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia - La natura, tra distruzione degli habitat, bracconaggio e caccia selvaggia, e il mondo, immerso in una serie di crisi ambientali e sociali senza precedenti, hanno bisogno di un’altra attenzione, un'altra visione, un cambio di rotta. Alle regioni - continua Polinori - chiediamo la revisione profonda dei calendari venatori, in modo che escludano rigorosamente la caccia alle specie in sofferenza e siano pienamente rispettosi dell’anticipata e certificata migrazione prenuziale degli uccelli». Soprattutto, al governo la Lipu chiede che si muova per il ritiro del disegno di legge Malan, che «non ha più alcun senso e ragione di essere, ponendo così fine ai tentativi, anacronistici e inopportuni, di rilanciare una caccia che non può più esistere».

Redazione Greenreport

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