Geotermia, a Castelnuovo Val di Cecina una nuova stazione elettrica da 50 mln di euro
Il 70% dell’energia elettrica prodotta in Toscana da fonti rinnovabili proviene da un’energia che non si vede, perché è nascosta sotto ai nostri piedi: la geotermia. Arriva dalle cosiddette Colline del vapore, nel cuore caldo della Toscana, dove si trova il Comune di Castelnuovo Val di Cecina (PI); è qui che sorgerà una nuova stazione elettrica di Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione – a fronte di un investimento da oltre 50 milioni di euro.
Il ministero dell’Ambiente ha infatti ha avviato l’iter autorizzativo per realizzare l’opera: «Consentirà di utilizzare al meglio le fonti rinnovabili presenti nell’area, caratterizzata dallo storico polo geotermico» oltre a «incrementare la qualità e l’adeguatezza della rete elettrica», come spiegano da Terna.
Nel dettaglio, l’infrastruttura sarà realizzata con tecnologia blindata compatta a ridotto consumo di suolo, una soluzione che, grazie all’assemblaggio di elementi modulari prefabbricati disposti all’interno di un edificio civile, consente di ridurre l’ingombro complessivo di circa il 60% rispetto alle tradizionali stazioni elettriche, minimizzando al contempo l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio.
L’esterno dell’impianto, inoltre, sarà valorizzato attraverso un progetto di integrazione paesaggistica sviluppato nel pieno rispetto del contesto territoriale, dove gli aspetti architettonici, definiti in sinergia con l’Amministrazione comunale, saranno accompagnati alla piantumazione di essenze tipiche dell’habitat locale.
Per il collegamento della nuova stazione elettrica alla rete di trasmissione nazionale saranno realizzati due brevi raccordi aerei, della lunghezza complessiva di 800 m, e due cavi interrati ad isolamento in XLPE (polietilene reticolato estruso), per uno sviluppo totale di circa 4 km, a garanzia di una maggiore affidabilità, efficienza e sostenibilità; le nuove linee interesseranno, oltre al Comune di Castelnuovo di Val di Cecina, anche il Comune di Pomarance.
È utile ricordare che la produzione geotermoelettrica equivale a un terzo dei consumi toscani ma l’elettricità da geotermia, come quella di tutte le altre fonti, viene immessa nella rete elettrica nazionale e arriva ovunque, contribuendo allo sviluppo sostenibile del Paese. Al territorio, oltre al primato, restano le ricadute occupazionali, industriali, le occasioni di diversificazione economica – dalla filiera turistica all'agroalimentare –, l’uso diretto del calore, le royalty e le compensazioni, tra cui spiccano i 400 milioni di euro stabiliti all’inizio dello scorso anno in occasione del rinnovo ventennale delle concessioni minerarie.
Nei Comuni geotermici, Enel green power gestisce infatti il più antico e allo stesso tempo innovativo complesso geotermico del mondo, che conta 34 centrali geotermoelettriche – per un totale di 37 gruppi di produzione, con una potenza installata di 916 MW – dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. I quasi 6 TWh prodotti annualmente, oltre ad essere equiparabili a circa un terzo del fabbisogno elettrico regionale, forniscono calore utile a riscaldare 13 mila utenze residenziali, aziende ed esercizi commerciali, oltre a 26 ettari di serre, e contribuiscono ad alimentare un’importante filiera artigianale, agroalimentare e turistica con oltre 60 mila visite annue. Tutto questo consente di evitare il consumo di 1,1 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e l’emissione in atmosfera di circa 3 Mt di CO2eq.