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Ultime news da "Nuove energie"

19 Mar, 2026
Sul mercato europeo di riferimento (Ttf) il costo potrebbe raggiungere i 100 euro/MWh nel caso il conflitto durasse 2-3 mesi, e i prezzi dell'elettricità aumenterebbero del 50%
I prezzi del gas naturale in Europa continuano a salire e sono ormai più che raddoppiati (+134%) in sole quattro settimane, passando dai 29 €/MWh del 17 febbraio ai circa 67 €/MWh attuali, come segnala Jan Rosenow, professore di Energia e clima all’Università di Oxford. «Le tensioni geopolitiche e le guerre – commenta Rosenow – fanno sempre lievitare i prezzi del gas. Non si tratta di un difetto del sistema, ma di una conseguenza della dipendenza dai combustibili fossili. La scomoda verità: ogni volta che i prezzi salgono alle stelle, le famiglie pagano di più, le industrie ne risentono e i…

19 Mar, 2026
«La Sardegna non è contro la transizione energetica», dichiara la presidente Todde annunciando il ricorso alla Corte costituzionale. Nei fatti è la Regione più indietro d’Italia sulle nuove installazioni
La Regione Sardegna ha avviato l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale della legge 15 gennaio 2026, n. 4: si tratta della legge che ha convertito il decreto 175/2025 sul Piano transizione 5.0, quello che comprende il nuovo assetto normativo sulle aree idonee agli impianti rinnovabili. Il ricorso si fonda sulla presunta violazione degli articoli 3, 4 e 14 dello Statuto speciale e richiama il ruolo della Regione nella pianificazione territoriale; un ulteriore profilo riguarda i beni pubblici dismessi, che la norma statale tenta di trattenere nella disponibilità dello Stato nonos…

19 Mar, 2026
Cristini (Confindustria): «Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente è fondamentale garantire una stabilità normativa che consenta di sbloccare gli investimenti»
«Oggi più che mai le fonti rinnovabili rappresentano nell’immediato la soluzione più sostenibile ed efficace per fronteggiare il perdurare degli elevati prezzi dell’energia elettrica». I numeri (e la geopolitica) stanno dando ragione alla posizione espressa da Andrea Cristini in qualità di presidente di Anie Rinnovabili, l’associazione confindustriale che rappresenta imprese un fatturato aggregato di oltre 14 miliardi di euro. Anche prima che deflagrasse l’ennesima guerra in Medio Oriente portando alle stelle i prezzi dei combustibili fossili, nel 2025 il Pun medio registrato sul Mercato de…

18 Mar, 2026
Come rappresaglia, l’Iran ha annunciato che cinque strutture oil&gas in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar saranno attaccate nelle prossime ore
Oltre agli enormi danni sotto il profilo umano ed economico, la guerra in corso in Medio Oriente mostra un’escalation di rischi anche sotto il profilo ambientale, come testimoniano i crescenti attacchi ai giacimenti e alle infrastrutture oil&gas presenti nell’area. Al Jazeera riporta che Teheran ha minacciato di colpire impianti petroliferi e del gas nella regione del Golfo in risposta all’attacco israeliano contro il giacimento offshore di South Pars nel Golfo Persico – il più grande giacimento di gas al mondo – situato nel Golfo Persico al largo della provincia di Bushehr, nel sud del…

18 Mar, 2026
Anche se i prezzi del greggio sono superiori del 60% e quelli del gas del 54% rispetto alle settimane precedenti alla guerra, i riflessi in bolletta sono contenuti rispetto all’Italia
Durante l’ultimo Consiglio dei ministri, la vicepresidente e ministra spagnola per la Transizione ecologica – Sara Aagesen – ha trasmesso un messaggio di relativa calma in merito alle conseguenze della guerra in corso in Medio Oriente, scatenata dall’aggressione di Usa e Israele contro l’Iran e ormai allargata a tutta la regione. «L’esposizione diretta della Spagna alle forniture di gas e petrolio è limitata, anche se i prezzi del greggio sono superiori del 60% e quelli del gas del 54% rispetto alle settimane precedenti alla guerra», ha spiegato Aagesen. Soprattutto, la Spagna è meglio prep…

18 Mar, 2026
Nonostante tutto l’energia elettrica da fonti pulite è in aumento (+27,8%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: più che raddoppia la produzione eolica (+116,7%) che diventa la prima fonte, ma crescono anche fotovoltaico (+25,5%) e idroelettrico (+6,2%)
La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione, Terna, ha appena aggiornato i dati al mese di febbraio, documentando l’ennesimo rallentamento nella crescita degli impianti rinnovabili installati in Italia, nonostante la guerra in corso in Medio Oriente abbia (ri)portato nel caos i mercati energetici globali legati ai combustibili fossili coi conseguenti rincari che si stanno già abbattendo sulle bollette italiane. Più nel dettaglio, a febbraio la richiesta di energia elettrica italiana è stata di 25.355 GWh, in aumento rispetto allo stesso mese…

18 Mar, 2026
Hanno firmato un appello congiunto in vista del Consiglio Ue il Forum diseguaglianze diversità, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e WWF Italia. A Meloni, che ha chiesto la sospensione del sistema europeo di scambio delle quote delle emissioni, le associazioni rispondono: «Invece di promuovere la deregolamentazione ambientale, dovrebbe tutelare l’interesse nazionale puntando sulle rinnovabili e chiudendo ai combustibili fossili, veri responsabili dell’ennesima crisi energetica, delle tensioni mondiali e della volatilità dei prezzi»
«Il Governo italiano, invece di chiedere la sospensione dell’Ets e promuovere la deregolamentazione ambientale, dovrebbe difendere davvero l’interesse nazionale e la sicurezza dei cittadini, non fare favori ai combustibili fossili, veri responsabili della ennesima crisi energetica, delle tensioni mondiali e della volatilità dei prezzi». Si apre così un appello congiunto firmato da Forum diseguaglianze diversità, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e WWF Italia. Le associazioni ambientaliste e sociali hanno scritto questo documento in vista del Consiglio Ue…

18 Mar, 2026
Una nuova analisi del think tank britannico mostra che eolico, solare ed elettrificazione consentono di ridurre l’acquisto di combustibili fossili del 70% e sono essenziali per una sicurezza energetica duratura
Il problema non è la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il problema non sono i prezzi alla pompa e quelli delle bollette che non fanno che aumentare. Il problema siamo noi, che non abbiamo fatto quanto possibile per liberarci dalla dipendenza dei combustibili fossili. Questa crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, che peraltro arriva a pochi anni di distanza a analoga crisi dovuta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, servirà a qualcosa? Alla questione dedica un’approfondita analisi il think tank britannico Ember, della quale riportiamo subito le conclusioni: «Prima o poi…