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Inammissibili gli emendamenti al Milleproroghe presentati dalla destra per riaprire il condono edilizio

La bocciatura decisa dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Con tre proposte fotocopia, Fdi, Lega e FI avevano tentato di riportare in auge la sanatoria del 2003 per sanare sei tipologie di illecito
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Ci hanno provato, ma non gli è andata bene. La maggioranza ha tentato di riaprire il condono edilizio del 2003 presentando tre emendamenti fotocopia al decreto milleproroghe. Ma tutte e tre le proposte presentate da FdI (prima firma Vietri), Lega (Zinzi) e FI (Patriarca) sono state giudicate inammissibili all’esame condotto dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. E così la destra, che già aveva tentato di rilanciare il condono in autunno approfittando della legge di bilancio, per la seconda volta si è trovata di fronte al muro dell’inammissibilità per questa operazione, che tra l’altro arrivava proprio nei giorni in cui più è evidente il rischio di abitare in luoghi ad alto rischio idrogeologico, con buona pace delle sanatorie successive agli abusi edilizi.

Gli emendamenti della maggioranza al milleproroghe demandavano alle Regioni il compito di adottare entro 60 giorni una «legge di attuazione» della sanatoria edilizia, riaprendo di fatto quella del 2003 per regolarizzare sei diverse tipologie di illecito (dalle opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio alle opere di restauro senza titolo abilitativo edilizio) «nell'ambito dell’intero territorio nazionale, purché non rientrino nei casi di insuscettibilità assoluta di sanatoria». Per la sanatoria delle costruzioni in zona sismica la proposta prevedeva che rimanesse comunque «ferma la necessità che l’intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti».

L’intera operazione, ben prima che le commissioni di Montecitorio si esprimessero per l’inammissibilità, era stata bollata come «vergognosa», di per sé e a maggior ragione perché messa in campo nelle stesse ore delle drammatiche notizie che arrivano dal Sud Italia.

Redazione Greenreport

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