Boati e paura a Niscemi, la frana non si ferma. Le opposizioni: «Musumeci si dimetta e Meloni riferisca in Aula»
Boati e paura a Niscemi, mentre a Roma si accende lo scontro tra governo e forze di opposizione. Su quanto sta accadendo in Sicilia il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha dato la disponibilità a riferire in Aula alla Camera il 4 febbraio, ma i partiti di centrosinistra chiedono che a riferire sia la premier Giorgia Meloni e vanno all’attacco del ministro. «Aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire - dice il deputato Avs Angelo Bonelli - l'unica cosa che Musumeci può fare è dimettersi perché ha dimostrato la sua totale inadeguatezza». Alla richiesta di informativa di Meloni si associano i gruppi Pd, M5s e Iv.
Lo scontro parlamentare arriva mentre il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, spiega che «la frana è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città», spiega Ciciliano assicurando comunque che i cittadini fuori dalla zona rossa non dovranno lasciare le proprie case: «Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura».
La zona rossa intanto si estende, riferisce lo stesso Musumeci, mentre Ciciliano spiega che «in questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi»: «Per fare un paragone – aggiunge il capo della Protezione civile – il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont».
Quanto sta avvenendo in Sicilia non può non attirare l’attenzione ben oltre i confini dell’Italia. E su Musumeci annuncia lo stop al pagamento delle rate dei mutui, precisando che «come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero», da Bruxelles viene fatto sapere che le istituzioni europee sono pronte a giocare un ruolo per venire in soccorso delle persone colpite da questa calamità naturale. «Se ci verrà chiesto noi saremmo assolutamente disponibili» per un intervento, spiega la vicepresidente della Bei Gelsomina Vigliotti, spiegando come anche l’attenzione alla ricostruzione post eventi calamitosi rientri tra gli obiettivi del gruppo. «Noi dal 2017 abbiamo investito quasi 5 miliardi - ricorda Vigliotti - e abbiamo sviluppato un’ampia capacità di dialogo coni vari commissari e con le varie strutture che si occupano di affrontare queste crisi».