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Ultime news da "Prevenzione rischi naturali"

4 Feb, 2026
I Giochi invernali vengono bersagliata dalla stampa estera per i ritardi nel completamento nei cantieri, ma i problemi potrebbero essere anche ben più gravi. Tra quelli a lungo termine, il Cmcc segnala che la crisi climatica comporterà una riduzione del 37,9% dei giorni disponibili per la produzione di neve e perdite di oltre 9 milioni di euro per gli operatori degli impianti sciistici entro il 2065
La stampa estera mena fendenti contro Milano-Cortina 2026, con il New York Times che parla di «incubo logistico» e il quotidiano tedesco Bild che definisce i Giochi «un gigantesco cantiere» e punta in particolare il dito sul fatto che la funivia “Apollonio-Socrepes” ancora non è finita. Ma il problema è ancor più grave, rispetto a quanto scritto dagli inviati esteri. Il problema è che a Cortina è in costruzione una cabinovia su un versante a rischio frane. A lanciare l’allarme è Cipra, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, che scrive in una nota pubblicata oggi: «Nonosta…

3 Feb, 2026
«Bisogna avere il coraggio di intervenire in maniera radicale, se necessario sostenendo la delocalizzazione di edifici. Per risanare ove possibile ci vorranno investimenti, tempo, scelte impopolari»
La frana a Niscemi del 25 e 26 gennaio 2026 per scorrimento innescato dalle infiltrazioni dell’acqua accumulata, che ha fatto scivolare e cedere sino a 40-50 metri gli strati superiori e le case, è un evento  di proporzioni enormi, ma non è un fatto nuovo per Niscemi che si ripresenta oggi, dopo quella avvenuta un trentennio fa nel 1997 e dopo che già nel Settecento l’archeologo e naturalista Saverio Landolina Nava aveva documentato i fenomeni di dissesto che, a partire dal 19 marzo 1790 per 8 giorni, sconvolsero la città causando fratture e scivolamenti del terreno. Certo oggi è spavent…

2 Feb, 2026
«Leonardo, mezzo millennio fa, aveva previsto tutto», dice Maurizio Izzo aprendo la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”. «Noi e le frane». Sì, perché questa settimana è inevitabile partire da quanto avvenuto a Niscemi. E ascoltare «un geologo che non le manda a dire» come Aldo Piombino: «Che l’Italia sia un Paese fragile -, scrive sulle nostre pagine - e che gli italiani non se ne vogliono rendere conto è vero, ma se è vero che la rete di monitoraggio realizzata dopo il 1997 sia andata in malora per incuria, questo fa alterare parecchio». Già, la rete di monitoraggio, dice…

30 Gen, 2026
«Con l’interferometria satellitare InSAR non si sarebbe impedita la frana, però si sarebbe potuto evacuare gli abitanti: nessuno si è fatto male ma soltanto perché ha ceduto solo la parte più vicina al precipizio. Sarebbe praticamente impossibile intervenire per mitigare il rischio di un nuovo movimento quando si ripresenterà»
Non occorre definire ulteriormente la situazione che si è venuta a creare dopo la frana di domenica a Niscemi. Annoto soltanto che quando sono arrivate le prime foto della via Scarfaiaccio finita in fondo alla scarpata e del taglio della strada provinciale 10 sotto il costone, qualcuno ha pensato a immagini ritoccate con l’IA. E invece purtroppo rappresentavano la brutale realtà. Quella di Niscemi è sicuramente per volume ed estensione una delle più grandi frane italiane dell’età repubblicana e si aggiunge quindi ai tanti episodi del genere che hanno funestato il nostro Paese negli ultim…

29 Gen, 2026
La Società italiana di geologia ambientale chiede che in Italia agli atti di compravendita di ogni tipo di edificio siano allegati, oltre che il certificato contenente le prescrizioni urbanistiche, anche un documento che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate
«I cittadini devono, all’atto dell’acquisto o della costruzione, essere messi a conoscenza delle caratteristiche geologiche dell’area e dei potenziali rischi. Niscemi solleva un tema importante. Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. I Certificati di destinazione urbanistica devono contenere specifiche informa…

29 Gen, 2026
Il capo della Protezione civile Ciciliano: «Il movimento franoso ha superato quello del Vajont, la massa caduta è di 350 milioni di metri cubi»
Boati e paura a Niscemi, mentre a Roma si accende lo scontro tra governo e forze di opposizione. Su quanto sta accadendo in Sicilia il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha dato la disponibilità a riferire in Aula alla Camera il 4 febbraio, ma i partiti di centrosinistra chiedono che a riferire sia la premier Giorgia Meloni e vanno all’attacco del ministro. «Aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire - dice il deputato Avs Angelo Bonelli - l'unica cosa che Musumeci può fare è dimettersi perché ha dimostrato la sua totale inadeguatezza». Alla richiesta di inform…

28 Gen, 2026
La bocciatura decisa dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Con tre proposte fotocopia, Fdi, Lega e FI avevano tentato di riportare in auge la sanatoria del 2003 per sanare sei tipologie di illecito
Ci hanno provato, ma non gli è andata bene. La maggioranza ha tentato di riaprire il condono edilizio del 2003 presentando tre emendamenti fotocopia al decreto milleproroghe. Ma tutte e tre le proposte presentate da FdI (prima firma Vietri), Lega (Zinzi) e FI (Patriarca) sono state giudicate inammissibili all’esame condotto dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. E così la destra, che già aveva tentato di rilanciare il condono in autunno approfittando della legge di bilancio, per la seconda volta si è trovata di fronte al muro dell’inammissibilità per questa operazion…

28 Gen, 2026
«Invece di investire in politiche climatiche e di prevenzione, il Governo continua a destinare risorse a un’opera inutile e pericolosa»
Dopo Legambiente e Wwf, anche dalle file politiche dell’opposizione sale una richiesta netta al Governo Meloni per affrontare le conseguenze di crisi climatica e consumo di suolo nel sud Italia. Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato dietro di sé – tra Sicilia, Calabria e Sardegna – danni per almeno 2 miliardi di euro, ma dalla dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale arrivata dal Consiglio dei ministri sono stati stanziati al momento solo 100 mln di euro. Paradossalmente, allo stesso momento, per il ponte sullo Stretto che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria in dissesto idrogeol…