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Ultime news da "Prevenzione rischi naturali"

16 Feb, 2026
Per Caputo «è fondamentale la stabilizzazione della costa: considerare interventi per ridurre l'erosione costiera, come la costruzione di scogliere, l'installazione di barriere artificiali o il ripristino della vegetazione»
È andato via uno dei simboli del Salento noto nel mondo. Il crollo dell'arco di Sant'Andrea a Melendugno, situato lungo la costa adriatica in Puglia, è accaduto a circa un mese dai crolli avvenuti a Tricase porto e Marina serra, confermando l’erosione costiera in atto in Puglia. Un evento che solleva preoccupazioni sia per la sicurezza che per la conservazione dell'ambiente.  In Puglia il 53% delle coste è a rischio erosione. Geologicamente, ci sono diverse misure che possono essere intraprese per affrontare e comprendere meglio questa situazione: monitoraggio e analisi geologica, esegu…

16 Feb, 2026
Se gli eventi climatici non possono essere fermati, se le condizioni di fragilità geologica del territorio non possono essere risanate, certamente possono essere mitigati gli effetti al suolo delle piogge
Le massime piogge cumulate in due giorni si sono registrate lungo i versanti esposti a ovest, con punte di oltre 200 mm a Montalto Uffugo e valori prossimi lungo tutta la dorsale della Catena Costiera e dei monti del Reventino, nella Calabria nord-occidentale e comunque su tutti i rilievi della regione. Le condizioni idrologiche sono state aggravate dal cumulo delle piogge avvenute nei giorni immediatamente precedenti a questo evento, che registrano valori prossimi a 300 mm sempre nella zona della Catena Costiera. Ciò significa che è piovuto quasi continuamente nelle stesse zone con consegue…

13 Feb, 2026
Le previsioni del centro europeo Ecmrwf parlano di violenti venti e nubifragi che si abbatteranno sulle regioni tirreniche con cumulate pluviometriche anche superiori a 200 millimetri tra Sicilia Nord-Orientale e Calabria. L’Associazione dei consorzi di bonifica sottolinea che i pericoli maggiori derivano da terreni ancora imbibiti e corpi idrici saturi per i ravvicinati eventi meteo: «La resilienza del Paese non può prescindere da una gestione idraulica dei territori moderna ed efficace»
L’hanno chiamato il “ciclone di San Valentino”, ma c’è poco da festeggiare perché non porta niente di buono. Il meteo torna a far paura, soprattutto nelle regioni del Sud, dove sono previste mareggiate e venti forti. Ma eventi estremi sono previsti in varie parti della regione mediterranea. Sicilia (Niscemi e non solo), Calabria e Sardegna stanno ancora facendo i conti con le devastazioni delle scorse settimane, ma la tregua concessa da precipitazioni e raffiche di vento non è durata molto. Come scrive in una nota l’Anbi (Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio…

11 Feb, 2026
L’esito del sopralluogo della Protezione civile nel paese in provincia di Caltanissetta: la fascia da zero a 50 metri a ridosso del limite della frana non sarà più abitata
Sono oltre 1.500 le persone sfollate a Niscemi, persone che hanno dovuto dire addio definitivamente o abbandonare la propria abitazione dichiarata inagibile e che ora hanno trovato ospitalità altrove. La fascia da zero a 50 metri a ridosso del limite della frana non sarà più abitata, ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, arrivando per l’ultimo sopralluogo. Si attendono i risultati di due studi satellitari ma la situazione è decisamente critica nel paese sconvolto dalla frana di gennaio. «È un fenomeno complesso e stiamo facendo ogni tipo di indagine, diretta…

10 Feb, 2026
Fazzini: «Nel 95% dei casi, il distacco della valanga è provocato direttamente dall'azione umana»
Dopo l’ennesimo fine settimana caratterizzato da numerosi incidenti in alta montagna innevata, con distacco naturale o provocato di numerose valanghe di magnitudo più o meno significativa e purtroppo con ben cinque vittime, occorre necessariamente richiamare alcuni numeri ma soprattutto riproporre appelli fondamentali per la frequentazione degli ambienti innevati. A dire il vero, se si allarga il range temporale “short” ad appena otto giorni, le vittime salgono inesorabilmente e drammaticamente ad undici, esattamente il valore osservato nelle recenti stagioni invernali 2023-2024 e 2024-25…

8 Feb, 2026
Con un modello basato su IA e osservazioni satellitari, il Cmcc rende possibile individuare quasi in tempo reale le zone a rischio temporali intensi
I fulmini rappresentano una minaccia diretta per la vita umana e possono causare gravi danni alle infrastrutture critiche – dalle reti elettriche e di telecomunicazione alle operazioni aeronautiche – oltre a innescare incendi boschivi, un rischio particolarmente rilevante negli ambienti mediterranei. Essere in grado di identificare, quasi in tempo reale, le aree in cui si verificano fulmini e sono in atto temporali intensi è quindi strettamente legato alla sicurezza pubblica. Un nuovo studio dei ricercatori del CMCC utilizza un approccio di deep learning per identificare le ar…

4 Feb, 2026
I Giochi invernali vengono bersagliata dalla stampa estera per i ritardi nel completamento nei cantieri, ma i problemi potrebbero essere anche ben più gravi. Tra quelli a lungo termine, il Cmcc segnala che la crisi climatica comporterà una riduzione del 37,9% dei giorni disponibili per la produzione di neve e perdite di oltre 9 milioni di euro per gli operatori degli impianti sciistici entro il 2065
La stampa estera mena fendenti contro Milano-Cortina 2026, con il New York Times che parla di «incubo logistico» e il quotidiano tedesco Bild che definisce i Giochi «un gigantesco cantiere» e punta in particolare il dito sul fatto che la funivia “Apollonio-Socrepes” ancora non è finita. Ma il problema è ancor più grave, rispetto a quanto scritto dagli inviati esteri. Il problema è che a Cortina è in costruzione una cabinovia su un versante a rischio frane. A lanciare l’allarme è Cipra, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, che scrive in una nota pubblicata oggi: «Nonosta…

3 Feb, 2026
«Bisogna avere il coraggio di intervenire in maniera radicale, se necessario sostenendo la delocalizzazione di edifici. Per risanare ove possibile ci vorranno investimenti, tempo, scelte impopolari»
La frana a Niscemi del 25 e 26 gennaio 2026 per scorrimento innescato dalle infiltrazioni dell’acqua accumulata, che ha fatto scivolare e cedere sino a 40-50 metri gli strati superiori e le case, è un evento  di proporzioni enormi, ma non è un fatto nuovo per Niscemi che si ripresenta oggi, dopo quella avvenuta un trentennio fa nel 1997 e dopo che già nel Settecento l’archeologo e naturalista Saverio Landolina Nava aveva documentato i fenomeni di dissesto che, a partire dal 19 marzo 1790 per 8 giorni, sconvolsero la città causando fratture e scivolamenti del terreno. Certo oggi è spavent…