Skip to main content

Ecco perché continuano a esserci ondate di freddo record, anche se il clima si surriscalda

Dopo un inizio d’inverno mite, gli Stati Uniti sono stati investiti da una tempesta glaciale: i motivi risiedono nel vortice polare e nella temperatura oceanica
 |  Scienza e tecnologie

La parte centrale e orientale degli Stati Uniti, dal Texas al New England, è avvolta in una morsa di gelo in grado di paralizzare vaste aree con pioggia gelata e neve, tanto che diversi governatori hanno dichiarato lo stato di emergenza. Eppure la crisi climatica avanza: il 2025 è stato l’11esimo anno più caldo di fila mai registrato, ma l’analisi del clima guarda per sua natura al lungo periodo. Il meteo invece varia in base alle contingenze, e può benissimo manifestarsi sotto forma di ondate di gelo.

«Per capire che cosa gli statunitensi stanno sperimentando con questa ondata di freddo, dobbiamo guardare a oltre 20 miglia sopra la superficie terrestre, fino al vortice polare stratosferico», spiegano dall’Undrr, ovvero l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri. Il vortice polare stratosferico dell’emisfero settentrionale è una cintura di aria in rapido movimento che circola attorno al Polo Nord, che a volte può allungarsi verso sud fin sopra gli Stati Uniti.

«La Terra si sta inequivocabilmente riscaldando man mano che le attività umane rilasciano emissioni di gas serra che intrappolano calore nell’atmosfera, e le quantità di neve stanno diminuendo complessivamente. Ma questo – sottolineano dall’Undrr – non significa che un meteo invernale severo non si verificherà mai più. Un fattore potrebbe essere l’aumento delle perturbazioni del vortice polare stratosferico, che sembrano essere collegate al rapido riscaldamento dell’Artico dovuto al cambiamento climatico. Inoltre, un oceano più caldo porta a una maggiore evaporazione, e poiché un’atmosfera più calda può contenere più umidità, questo significa che è disponibile più umidità per le tempeste. Anche il processo di condensazione dell’umidità in pioggia o neve produce energia per le tempeste. Tuttavia, il riscaldamento può anche ridurre la forza delle tempeste diminuendo i contrasti di temperatura.

Questi effetti opposti rendono complicato valutare il potenziale cambiamento della forza media delle tempeste. Tuttavia, gli eventi intensi non cambiano necessariamente nello stesso modo degli eventi medi. Nel complesso, sembra che le tempeste invernali più intense possano diventare più intense. Un ambiente più caldo aumenta anche la probabilità che precipitazioni che in inverni precedenti sarebbero cadute come neve ora siano più probabilmente nevischio e pioggia gelata».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.