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Le Comunità energetiche ripartono da Tivoli Cer, per il territorio locale 20 mln di euro in 20 anni

Engst: «Con il progetto “Tivoli Cer” mettiamo a sistema superfici pubbliche già esistenti, produciamo energia pulita sul territorio e redistribuiamo i benefici economici a favore della collettività»
 |  Territorio e smart city

Oltre ai grandi impianti rinnovabili – quelli che permettono maggiori risparmi, dato che l’elettricità prodotta dagli utility scale costa un terzo rispetto ai pannelli sui tetti –, in Italia stanno soffrendo anche le Comunità energetiche locali (Cer), ovvero il “nuovo” soggetto giuridico, delineato dal recepimento della direttiva europea Red II, costituibile a partire da un gruppo di singoli soggetti – come famiglie, stabilimenti produttivi e Comuni – che decidono di autoprodurre, accumulare e scambiarsi energia generata da fonti rinnovabili, nello spirito di una vera comunità e aprendo al contempo realizzazione di nuovi modelli di business.

Due i canali di accesso ai sostegni, per le Comunità energetiche: il primo prevede una tariffa incentivante su tutto il territorio nazionale, mentre il secondo riguarda i Comuni entro i 50mila abitanti e consiste in un contributo in conto capitale – finanziato con 2,2 mld di euro dal Pnrr – per coprire fino al 40% delle spese ammissibili. Eppure le Cer sono ferme al palo, principalmente a causa delle difficoltà burocratiche per costituirle.

Finora le Comunità energetiche non sono riuscite a diffondersi come auspicato, dato che a inizio dicembre si contavano 115 MW installati a fronte di 5 GW incentivabili (il 2,3%), nuovo slancio è arrivato nel fine settimane alle porte di Roma, precisamente a Tivoli, con la nascita della prima Cer mette insieme soggetti pubblici e privati, trasformando terreni comunali in fonti di energia grazie alle quali abbattere le bollette dei cittadini.

Il progetto “Tivoli Cer”, realizzato da ASA Tivoli SpA – partecipata locale guidata dall’amministratore unico Francesco Girardi –, ASA Tivoli Srl e Comune di Tivoli, in collaborazione con Consumerismo No Profit e Road to green 2020, è oggi una Cer composta da soggetti pubblici ma aperta all’adesione di altri enti e di soggetti privati, che utilizzerà terreni comunali in disuso o aree di proprietà comunale come parcheggi, edifici scolastici e altri immobili pubblici, per l’installazione di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva pari a circa 3,5 MWp su circa 25.000 metri quadri di superfici comunali, senza consumo di nuovo suolo.

«Con il progetto “Tivoli Cer” mettiamo a sistema superfici pubbliche già esistenti, produciamo energia pulita sul territorio e redistribuiamo i benefici economici a favore della collettività – spiega Emilio Engst, direttore generale di Asa Tivoli spa – Lo facciamo attraverso una fondazione a governance pubblica, che garantisce indirizzo, trasparenza e tutela dell’interesse generale, ma allo stesso tempo consente la partecipazione attiva di cittadini e imprese. È un progetto che non comporta oneri per l’amministrazione, che rafforza l’autonomia energetica del Comune e che genera valore ambientale, economico e sociale. Tivoli diventa così un laboratorio concreto di transizione energetica, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e coesione sociale».

Le superfici pubbliche, oggi prive di valore economico, diventeranno così strumenti di produzione energetica e di risparmio, poiché una parte dell’energia potrà essere autoconsumata dalle strutture comunali riducendo le bollette, mentre la parte eccedente godrà degli incentivi dedicati alle Cer.

«Nei prossimi vent’anni la Comunità energetica – sottolineano da Asa Tivoli – porterà nelle casse del territorio un valore complessivo stimato di circa 20 milioni di euro, una risorsa importante che potrà essere utilizzata per sostenere famiglie e cittadini e per attivare misure contro la povertà energetica, attraverso bandi e interventi gestiti dal Comune».

Redazione Greenreport

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