Da 4,1 a 1,1 kg equivalenti: uno studio di Bankitalia evidenzia che con lo smart working si tagliano i tre quarti di CO2
Il telelavoro, quando possibile, è decisamente conveniente dal punto di vista ambientale: consente di produrre il 75% di emissioni di gas serra in meno rispetto alla modalità che prevede uno spostamento casa-lavoro. Una conferma in tal senso arriva dalla Banca d’Italia, che negli anni passati ha stipulato un accordo di collaborazione con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) per stimare la variazione delle emissioni di gas serra e dei consumi di energia conseguenti all’adozione di un’organizzazione flessibile del lavoro. Nell’ambito del progetto, nel 2023 è stato elaborato e somministrato ai dipendenti della stessa Bankitalia un questionario volto a valutare gli impatti ambientali del modello di lavoro ibrido, introdotto nel 2022, in cui la prestazione a distanza si integra con quella in presenza.
L’analisi delle 4.255 risposte, raccolte tra i dipendenti sia dell’Amministrazione centrale a Roma e Frascati, sia presso 38 filiali presenti sul territorio nazionale, ha consentito di stimare, sulla base dell’evidenza empirica, l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti e degli extra consumi domestici di energia connessi con il lavoro da remoto, finora poco studiati in letteratura. Tenendo conto anche dei giorni lavorati a distanza, le emissioni medie pro-capite per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti risultano pari a 4,1 chilogrammi di anidride carbonica equivalente (kgCO2e) per ogni giornata di lavoro in ufficio: era di 4,8 il dato calcolato nel 2020, prima dell’introduzione del modello, il che era dovuto principalmente a un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici e all’utilizzo di autovetture private meno inquinanti (riferiscono da Bankitalia che il 56% delle autovetture attualmente impiegate dai dipendenti è conforme agli standard di emissione Euro 6, mentre erano poco meno del 40% sei anni fa).
Di contro, passando all’analisi dei casi che prevedono il telelavoro, le emissioni connesse agli extra consumi domestici legati al riscaldamento, al raffrescamento e all’utilizzo del computer e dell’illuminazione risultano pari a 1,1 kgCO2e per una giornata di lavoro da remoto. L’indagine ora diffusa da Bankitalia fornisce inoltre una stima delle emissioni medie connesse agli extra consumi domestici di energia per un giorno di lavoro a distanza, suddivise per zona climatica, potenzialmente utilizzabile da altre aziende e istituzioni per il calcolo delle emissioni indirette di gas serra (Scope 3) connesse con il pendolarismo dei dipendenti. In particolare, nel report si legge che 0,688 kgCO2e sono per gli extra consumi legati al riscaldamento degli ambienti, 0,327 kgCO2e sono per gli extra consumi legati al raffrescamento degli ambienti, mentre 0,084 kgCO2e sono per l’utilizzo del pc e dell’illuminazione.
Prima dell’analisi partita col questionario del 2023, la Banca aveva condotto altre indagini campionarie per rilevare le abitudini di spostamento dei dipendenti. L’ultimo questionario, somministrato nel dicembre 2020 durante la pandemia e sempre condotto in collaborazione con Enea, aveva consentito di stimare le modalità di spostamento casa-lavoro prima e durante la pandemia, evidenziando un aumento delle emissioni di gas serra di ciascuno spostamento (passato da 4,8 a 6,1 kgCO2e per ogni giornata di lavoro in ufficio), legato al maggiore utilizzo di mezzi di trasporto privati durante l’emergenza sanitaria.
L’indagine campionaria del 2023 ha evidenziato un sostanziale ritorno alle modalità di trasporto utilizzate nel periodo pre-pandemico. L’analisi dei dati raccolti ha consentito di stimare le emissioni medie pro-capite giornaliere per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti in 4,1 chilogrammi di anidride carbonica equivalente.
Il rapporto segnala che il tragitto di andata casa-lavoro dei dipendenti è pari in media a 22,2 chilometri e, nello specifico, 19,4 chilometri per l’area romana (18,2 km per gli addetti alle sedi di Roma e 22,9 km per chi lavora al Cdm) e 30,5 chilometri per gli addetti alla rete periferica delle filiali. Il tempo necessario per percorrerlo è di 42 minuti e, in particolare, 41 minuti per l’area romana (42 per gli addetti alle sedi di Roma e 38 per chi lavora al Cdm) e 46 minuti per le filiali.
Gran parte delle autovetture utilizzate dai dipendenti di Bankitalia negli spostamenti casa-lavoro sono alimentate a gasolio o a benzina (70%); il 10% sono a Gpl o a metano. La quota di auto ibride tradizionali è di circa il 14%, mentre il numero delle autovetture ibride plug-in è del 3%. Le auto ad alimentazione esclusivamente elettrica sono pari al 3%.
Un approfondimento sulle emissioni di autoveicoli e motoveicoli privati utilizzati dai dipendenti ha consentito di stimare le emissioni annue medie pro capite (riferite unicamente a chi utilizza il mezzo privato) di diverse sostanze inquinanti. Il 13% dei dipendenti raggiunge il posto di lavoro unicamente a piedi, mentre poco meno del 4% utilizza esclusivamente mezzi di mobilità dolce come bicicletta, bici elettrica o monopattino elettrico.